Ambiente Curiosità Belluno. Il gatto selvatico europeo torna a popolarsi sulle Dolomiti Bellunesi. Di PetNews24 Scritto: 23 Ottobre 2026 3 minuto/i di lettura Tra le vette scoscese e le fitte foreste delle Dolomiti Bellunesi, una presenza silenziosa e affascinante sta riconquistando i suoi antichi territori. Il gatto selvatico europeo, per lungo tempo considerato una presenza elusiva o quasi scomparsa in ampie porzioni dell’arco alpino, sta tornando a ripopolare stabilmente i boschi della provincia di Belluno. Questo elusivo felino, distinguibile per la sua struttura robusta, la folta pelliccia e la caratteristica coda ad anelli neri con la punta arrotondata, rappresenta uno dei simboli più autentici della natura incontaminata delle Alpi orientali. Il ritorno del gatto selvatico in territorio bellunese è il risultato di un graduale processo di ricolonizzazione naturale, favorito dalla tutela ambientale, dalla presenza di aree protette come il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e dalla continuità dei corridoi ecologici boschivi. A differenza del gatto domestico, da cui differisce sia geneticamente che per comportamento, questo predatore evita accuratamente il contatto con l’uomo e predilige ambienti forestali complessi e ricchi di rifugi, dove trova il microhabitat ideale per la caccia a piccoli roditori, lepri e uccelli. L’accertamento della sua stabile presenza è stato possibile grazie all’uso di strumenti di monitoraggio non invasivi, come le fototrappole e l’analisi genetica dei campioni biologici raccolti sul campo dai ricercatori e dal personale forestale. I dati raccolti confermano non solo singoli avvistamenti occasionali, ma una vera e propria rioccupazione del territorio, testimoniata da individui stanziali e da segnali di riproduzione. Questo fenomeno dimostra un’eccellente qualità dell’ecosistema locale, capace di offrire risorse trofiche sufficienti e un grado di disturbo antropico contenuto. La ricolonizzazione da parte del gatto selvatico europeo arricchisce la biodiversità delle Dolomiti Bellunesi e rafforza l’equilibrio della catena alimentare delle foreste montane. La salvaguardia di questa specie richiede tuttavia un’attenzione costante nella gestione del territorio, in particolare per prevenire la frammentazione degli habitat e ridurre i rischi legati all’ibridazione con i gatti domestici e agli attraversamenti stradali. La conferma della sua crescita numerica è una straordinaria notizia per la conservazione della fauna alpina e testimonia la resilienza della natura quando le viene offerto lo spazio e la protezione necessari per prosperare.