Cronaca Guardie Zoofile SOS Animali Cassino (FR). Maltrattamento animale: condannato a quattro mesi. La nuova vita di Fortunato e Margherita. Di PetNews24 Scritto: 23 Gennaio 2026 3 minuto/i di lettura Una sentenza significativa nella lotta al maltrattamento animale arriva dal Tribunale di Cassino. Il GIP, dott. Domenico Di Croce, ha condannato un cittadino locale a quattro mesi di reclusione (pena ridotta da sei mesi per via del patteggiamento) in base all’articolo 544-ter del Codice Penale. Oltre alla responsabilità penale, accertata nonostante la sospensione condizionale della pena per l’incensurato, il giudice ha disposto la confisca definitiva dei due cani. Gli animali, vittime di violenze, sono stati affidati permanentemente all’ENPA. Tutto ebbe inizio lo scorso dicembre, quando una segnalazione spinse i volontari dell’ENPA di Cassino a intervenire in uno scenario di totale abbandono. Al loro arrivo, insieme a Polizia Locale e veterinari ASL, si trovarono di fronte a una scena drammatica: due cani, poi ribattezzati Fortunato e Margherita, erano prigionieri di catene cortissime, senza cibo né acqua, esposti al gelo e visibilmente deperiti. In particolare, Fortunato ha dovuto lottare contro una grave anemia e il trauma del digiuno forzato. Grazie a mesi di terapie e attenzioni, entrambi gli animali hanno ritrovato salute e fiducia nell’uomo. La loro rinascita si è conclusa nel migliore dei modi: oggi vivono felicemente adottati, protetti dal calore di nuove famiglie. Una vittoria che conferma l’importanza del binomio tra soccorso tempestivo e giustizia legale. Per l’ENPA questa sentenza non è un traguardo, ma una linea di confine necessaria: chi maltratta deve sapere che non resterà invisibile e che non potrà contare sull’indifferenza. Fortunato e Margherita sono vivi grazie alla dedizione dei volontari e a un soccorso tempestivo, non per caso. Sebbene quattro mesi di reclusione con sospensione della pena non possano cancellare la crudeltà subita, il verdetto riafferma un principio sacro: il maltrattamento è un reato penale che va perseguito senza sconti o giustificazioni culturali. L’ENPA non abbasserà la guardia e continuerà a lottare affinché ogni abuso riceva la serietà che merita.