Home Alimentazione Pet Food. Crocchette e sotto prodotti la verità del Pet Food.

Pet Food. Crocchette e sotto prodotti la verità del Pet Food.

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Negli ultimi giorni, ha suscitato grande scalpore il richiamo precauzionale di ben 135 lotti di pet food per cani e gatti. Il provvedimento è scattato a causa del rischio di contaminazione da sottoprodotti animali non conformi, provenienti da un fornitore esterno. In merito alla vicenda, riceviamo il commento di una lettrice, rimasta colpita dalla natura degli ingredienti utilizzati nel settore. Pubblichiamo di seguito la sua testimonianza e il nostro approfondimento.

Nella filiera del maiale, è frequente l’impiego della cotenna (ricca di grassi e collagene) e del sangue, che una volta essiccato diventa una farina proteica di alta qualità. Parti come orecchie e muso vengono sminuzzate negli impasti o proposte come snack, mentre la placenta è un componente regolarmente autorizzato. Anche l’intestino trova impiego, purché venga rigorosamente svuotato e igienizzato come previsto dalle norme. Per quanto riguarda il pollame, oltre alla carne separata meccanicamente, si sfruttano zampe e becchi come fonti di calcio. Persino le piume vengono recuperate: grazie all’idrolisi, la cheratina viene scomposta in proteine digeribili, particolarmente preziose nelle diete ipoallergeniche. Il mix è infine completato da carcasse e visceri (cuore, fegato e apparato digerente pulito).

Per quanto concerne i bovini, la produzione di cibo umido impiega spesso trachea e polmoni per conferire volume e la giusta consistenza al prodotto, integrando anche mammelle — ottima fonte di grassi — e tendini macinati. Il settore ittico segue la medesima logica di recupero: poiché il consumo umano si concentra quasi solo sui filetti, l’industria del pet food valorizza le parti restanti. Teste e lische costituiscono la base per le farine di pesce, mentre dalla pelle si estrae l’olio di salmone, fondamentale per l’apporto di Omega-3. Vengono inoltre inclusi uova e latte di pesce, ingredienti dall’alto profilo nutrizionale che tuttavia non trovano spazio nel mercato alimentare umano.

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