Home Cronaca Brindisi. Sevizie e uccisione di gattini in strada: indagato un medico di 50 anni.

Brindisi. Sevizie e uccisione di gattini in strada: indagato un medico di 50 anni.

3 minuto/i di lettura

Un vero e proprio “kit delle torture” è stato rinvenuto nell’auto di un medico 50enne, dipendente di una struttura pubblica: bastone, martello, girabacchino e una gabbia-trappola per impedire ogni via di fuga ai felini. L’uomo, residente in Puglia, è ora indagato dalla Procura di Brindisi con l’accusa di aver ucciso tre gatti e averne feriti crudelmente altri cinque. L’operazione, che ha portato alla luce le atroci sevizie compiute in strada, è stata condotta dalla Squadra Mobile della Questura.

Le indagini hanno delineato un modus operandi sistematico attuato tra il 2023 e il 2025. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, l’indagato attirava i gatti delle colonie cittadine utilizzando una gabbia-trappola, per poi infierire su di loro con estrema violenza. Le accuse parlano di sevizie atroci: animali tramortiti con mazze di legno e feriti con lame. Tra gli episodi contestati, la mutilazione della coda di un felino dopo averlo stordito e l’uccisione di un secondo esemplare, finito a colpi di mazza e poi gettato dall’auto in corsa. Un terzo decesso sarebbe avvenuto per investimento volontario. Per gli inquirenti, non vi è dubbio sulla natura dolosa di ogni singolo evento.

Le indagini della Procura di Brindisi hanno rivelato come molti felini siano sopravvissuti solo per pura fatalità. Un gatto, nonostante profonde ferite da taglio e un trauma cranico, è riuscito a divincolarsi, mentre altri sono stati tratti in salvo dal provvidenziale intervento dei passanti. Le prove a carico del medico sono schiaccianti: le telecamere di sorveglianza delle colonie feline hanno immortalato i suoi spostamenti, mentre la perquisizione domiciliare ha portato al sequestro del “kit delle torture”. Su una gabbia-trappola e su un bastone, gli agenti hanno rinvenuto tracce biologiche inequivocabili, tra peli e macchie di sangue. Il caso aveva già sollevato un’ondata di sdegno, con un’associazione animalista che aveva offerto una taglia di 3.000 euro per identificare il responsabile, descritto dai volontari come un torturatore spietato capace di usare martelli a rampone per mutilare gli animali.

Carica altri articoli correlati
Carica più articoli in Cronaca
Non puoi inserire commenti

Vedi anche

Napoli. Lo spettacolo della balenottera in porto: le incredibili riprese dall’alto.

Sul luogo dell’avvistamento sono intervenuti i militari della Guardia Costiera, coad…