Home Ambiente Chernobyl. È diventata un’oasi per animali e piante 33 anni dopo il disastro nucleare.

Chernobyl. È diventata un’oasi per animali e piante 33 anni dopo il disastro nucleare.

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Il tipico paesaggio post atomico nell’immaginario collettivo è una landa desolata, arida e disabitata, dove ogni essere vivente è morto o fuggito per sempre. Ora immaginate una regione verde, fitta di alberi, popolata da lupi, alci e bisonti, dove non esistono automobili a disturbare le abitudini dell’abbondante fauna locale. Sembrerebbe un paesaggio del Nord Europa o dell’Alaska durante la stagione primaverile, una zona da cui le condizioni climatiche invernali e la lontananza dalle città hanno impedito gli insediamenti umani. Invece questo è lo scenario che si presenta sul confine tra Ucraina e Bielorussia, nelle vicinanze di Pripyat. Divenuta tristemente nota nel secolo scorso come scenario del disastro atomico di Chernobyl, l’omonima centrale nucleare a tre chilometri di distanza, Pripyat è oggi una città fantasma ferma a 33 anni fa, quando quasi 50mila abitanti l’hanno abbandonata in pochi giorni. Oggi le sue strade sono abitate dalle radici degli alberi che lentamente stanno riconquistando il luogo.

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