Home Attualità LNDC Animal Protection. Fauna selvatica, la proposta di legge di Bruzzone toglie molte tutele “Il Parlamento la blocchi”.

LNDC Animal Protection. Fauna selvatica, la proposta di legge di Bruzzone toglie molte tutele “Il Parlamento la blocchi”.

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Quella presentata dal parlamentare leghista è una proposta di legge gravemente peggiorativa che andrebbe di fatto ad eliminare la gran parte delle tutele attualmente previste per la fauna selvatica, dando carta bianca ai cacciatori. Questo, tra l’altro, metterebbe l’Italia a rischio di una nuova procedura di infrazione da parte della UE, con ripercussioni sulle casse dello Stato. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Non si possono più tollerare questi regali elettorali alla lobby venatoria, pagati con la vita degli animali e con le tasse di tutti noi”

La Commissione Agricoltura della Camera ha ripreso l’esame della proposta di legge sulla caccia presentata dal parlamentare leghista Francesco Bruzzone. Una pdl che rischia di riportare il nostro Paese a un periodo in cui la fauna selvatica non era assolutamente tutelata e la caccia imperversava quasi senza controlli. Nei giorni scorsi, sull’argomento è intervenuto anche l’ex ministro Sergio Costa – sempre sensibile e impegnato nella tutela degli animali anche in virtù del suo passato da Generale dei Carabinieri Forestali – dicendo che questa legge andrebbe a legittimare il bracconaggio.

In effetti, la proposta leghista presenta numerose criticità a discapito dei selvatici: la stagione venatoria verrebbe allungata ben oltre le limitazioni disposte dalle norme europee e dalle nozioni scientifiche, verrebbero eliminati i giorni di silenzio venatorio e quindi i cacciatori potrebbero operare 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 utilizzando visori termici di notte, verrebbero cancellate le norme a tutela degli uccelli usati come richiami vivi. Oltre a queste conseguenze dirette e pratiche sull’esistenza degli animali, questa proposta di legge prevede anche di indebolire i poteri di controllo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e impedire alle associazioni protezionistiche di impugnare i calendari venatori.

“Queste modifiche alla legge 157/94 sono inammissibili e pericolosissime, auspico davvero che il Parlamento non vada in questa direzione perché lancerebbe un segnale molto grave. Un segnale di totale indifferenza verso l’ambiente, gli animali e la biodiversità nonostante questi siano tutelati dall’art. 9 della nostra Costituzione. Un segnale di noncuranza verso i numerosissimi “incidenti” di caccia che ogni anno mietono decine di vittime anche tra le persone. Un segnale di tolleranza per tutti quegli atti di bracconaggio che fino ad oggi erano vietati e che invece diventeranno leciti e consentiti. Inoltre, il nostro Paese è stato già oggetto di un procedimento di infrazione da parte della UE proprio in materia di caccia e questa nuova legge ci esporrebbe a nuove infrazioni che incideranno pesantemente sul bilancio del nostro Stato e quindi di tutti noi”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.

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