Home Cronaca Mascalucia (CT). Addio al randagismo: il sindaco si preoccupa anche del benessere degli animali.

Mascalucia (CT). Addio al randagismo: il sindaco si preoccupa anche del benessere degli animali.

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Un Comune che si occupa anche del benessere dei cani randagi sul proprio territorio, garantendo la sicurezza sia per gli animali stessi che per i cittadini. Questo è diventato una realtà a Mascalucia, una città di 32.000 abitanti nella provincia di Catania. Come è stato possibile? “È un impegno collettivo dell’intera amministrazione, che condivide il progetto di prendersi cura dei nostri amici a quattro zampe coinvolti nel fenomeno del randagismo. Questo coinvolge l’assessore al randagismo Angelo Caponnetto, la polizia locale guidata dal Comandante Orazio Vecchio e gli ispettori Currò e Patti, insieme a tutti i volontari”, spiega il sindaco Vincenzo Magra a Tgcom24. L’obiettivo principale di questa autentica “task force” contro il randagismo, che ha reso Mascalucia un esempio da seguire, è favorire l’adozione futura di questi cani. “Questo permette non solo di ridurre il sovraffollamento nei canili, ma anche di garantire loro la dignità e la qualità di vita che ogni animale merita”, aggiunge il sindaco.

“La questione del randagismo è stata sempre una priorità per noi, fin dalla mia prima amministrazione. Abbiamo lavorato costantemente per affrontarla, studiando diverse modalità di intervento. Anni fa, sono stato colpito da un servizio televisivo che mostrava l’esempio di un piccolo comune del Nord Italia che sosteneva gli adottanti dei cani del canile al fine di svuotarlo. Ho riflettuto sul fatto che mantenere 100 cani ospitati dal Comune comporta una spesa significativa di 4 euro al giorno per animale, che si traduce in una somma considerevole all’anno. Da qui è nata l’idea di RandagiAmo: nel nome stesso si sottolinea il nostro amore per gli animali. Abbiamo deciso di portare cuccioli e cani adulti dal canile al mercato settimanale per cercare loro una casa, offrendo in cambio supporto alimentare e sanitario. Tuttavia, abbiamo capito che questo non era sufficiente e abbiamo continuato a sviluppare ulteriori iniziative”.

La successiva tappa che ha portato al progetto del collare rosso è emersa dalla consapevolezza dell’importanza del controllo delle nascite dei cani randagi sul territorio. I brani canini avevano invaso il centro città e il parco, luoghi di manifestazioni ed eventi, suscitando numerose lamentele e segnalazioni alla polizia locale da parte di cittadini preoccupati per la propria sicurezza e quella dei propri figli. In risposta, con fondi inizialmente comunali e l’istituzione di un’Oasi canina su una zona bonificata del comune, gestita da volontari, abbiamo fornito un ambiente sicuro per i cani rimossi dalle strade, conformemente alla normativa. Tuttavia, l’oasi è temporanea, in attesa che i suoi attuali 30 ospiti trovino una famiglia adottiva. Per gli altri, è stato introdotto il “collare rosso”.

Ma cosa rappresenta questo collare rosso?

Il salto di qualità nel nostro impegno contro il randagismo è stato reso possibile da un finanziamento regionale straordinario di 30.000 euro, costituente un quarto dei fondi assegnati dalla Regione Sicilia per la provincia etnea su un totale di 1,245 milioni di euro destinati all’intera isola. Attualmente, operiamo su circa 180 cani sul territorio: la sterilizzazione aiuta a prevenire il sovraffollamento, ma parallelamente lavoriamo per favorire le adozioni. Su segnalazione, catturiamo i cani randagi, li sottoponiamo a censimento e microchippatura, sterilizzando le femmine e, previa valutazione del veterinario dell’Asp, reintroduciamo sul territorio quelli non aggressivi e senza particolari necessità mediche, seguiti da un tutor autorizzato, garantendo loro cibo e cure ma preservando la loro libertà. I cittadini possono riconoscerli grazie al collare rosso.

Quali risultati sono stati raggiunti finora?

Da febbraio abbiamo intervenuto su 22 cani, di cui 15 sono già stati rilasciati in sicurezza, mantenendo la loro libertà senza costituire un pericolo per i cittadini. Tuttavia, il nostro obiettivo è chiaro.

Quale è?

Anche questi cani sono adottabili e continuiamo a supportare gli adottanti con assistenza alimentare e sanitaria, monitorandoli per un periodo di tempo determinato.

Qual è stata la reazione della comunità?

La risposta è stata estremamente positiva. È un enorme sollievo vedere la città libera dai brani canini, e ora le spese comunali per il canile sono state notevolmente ridotte. Inoltre, attraverso l’adozione, diamo ai cani randagi una casa che li libera dall’esilio in un recinto per tutta la vita. Ogni cane merita dignità e siamo orgogliosi di essere un Comune virtuoso.

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