Home Ambiente Tutela animale: via libera alla nuova legge. Superata la disciplina ferma al 2002.

Tutela animale: via libera alla nuova legge. Superata la disciplina ferma al 2002.

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Dopo oltre vent’anni, la normativa sulla tutela degli animali in Alto Adige si rinnova per allinearsi a una sensibilità sociale ormai cambiata. Il Consiglio provinciale ha dato il via libera alla mozione di Andreas Colli (Wir Bürger – Noi Cittadini), impegnando ufficialmente la Giunta a una riforma profonda delle leggi vigenti, ferme al 2000, per contrastare con strumenti moderni il fenomeno del randagismo.

Al centro della mozione presentata da Andreas Colli vi è l’urgenza di rinnovare la Legge Provinciale n. 9/2000. “Una norma vecchia di 24 anni è palesemente anacronistica”, ha dichiarato il consigliere, delineando un cronoprogramma preciso: avvio dei lavori nel 2026 e approvazione definitiva della riforma (regolamento incluso) entro il 2027.

La proposta punta a elevare gli standard di detenzione, passando dal concetto di “assenza di maltrattamento” a quello di “benessere reale”. La riforma mira a colmare il gap tra le vecchie regole e una sensibilità sociale che oggi considera la protezione animale una priorità politica. Tra i punti cardine: restrizioni sui trasporti lunghi, criteri rigorosi per la macellazione, definizioni chiare per la gestione degli animali (domestici e da allevamento) e la risoluzione dei conflitti di competenza sui rifugi. L’assessore Luis Walcher ha espresso pieno sostegno all’iniziativa, confermando che gli uffici sono già impegnati nella stesura del nuovo testo.

Nonostante l’ampio consenso finale, il dibattito in aula ha evidenziato diverse sensibilità politiche. Brigitte Foppa (Verdi) e Franz Ploner (Team K), pur sostenendo l’urgenza della riforma, hanno criticato la scelta di una mozione anziché di un disegno di legge, definendola una sorta di “cambiale in bianco” alla Giunta.

All’interno della SVP, le posizioni sono state variegate: se Waltraud Deeg ha denunciato le condizioni “inaccettabili” dei trasporti europei, Franz Locher ha spostato il focus sulle difficoltà degli allevatori, schiacciati tra vincoli burocratici paradossali (come le norme sulle rondini nelle stalle) e le logiche di profitto della grande distribuzione. Più radicale l’intervento di Jürgen Wirth Anderlan (JWA), che ha messo in guardia contro un approccio eccessivamente ambientalista a scapito dell’agricoltura. Di segno opposto le riflessioni di Sandro Repetto (PD) e Sven Knoll (STF), che hanno legato il benessere animale al grado di civiltà della società.

Il voto finale ha confermato la compattezza dell’aula: l’unanimità sulle premesse (26 voti) e una larga maggioranza sui punti operativi (23 sì e 3 astensioni) consegnano ora il mandato operativo all’assessore Walcher.

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