Ambiente Attualità Curiosità La lezione di Dacia Maraini: l’amicizia spiegata dagli animali. Di PetNews24 Scritto: 15 Gennaio 2026 5 minuto/i di lettura Questa nuova opera di Dacia Maraini si configura come un atto dovuto in difesa degli animali, dei loro spazi e dei loro diritti, contrapponendosi alla tracotanza invasiva dell’essere umano. Il volume, che alterna sapientemente saggi, racconti e poesie, conferma la natura profondamente “politica” della sua scrittura: quella di un’autrice che non ha mai smesso di far coincidere l’impegno letterario con l’agire quotidiano. Nel suo ultimo lavoro, “Anche i cani a volte volano”, Dacia Maraini firma un profondo atto d’amore verso il mondo animale. Nonostante l’intensità del messaggio, la scrittrice affronta con lucidità il timore di essere etichettata come “buonista”: «Oggi la bontà è un sentimento ridicolizzato», spiega all’ANSA. «In un mondo che esalta potere e cinismo, la generosa attenzione verso l’altro viene sminuita. Io rivendico l’importanza della bontà verso gli indifesi». Il volume si configura come un’opera profondamente politica. Maraini prende posizione contro la caccia, gli zoo, i circhi e dedica pagine toccanti agli animali domestici rimasti coinvolti nel conflitto in Ucraina. Sebbene le democrazie europee abbiano compiuto passi avanti legislativi, il problema rimane l’applicazione delle norme: «Le leggi da sole possono poco: è la cultura che deve cambiare. Per secoli la religione ha trattato gli animali come oggetti senz’anima. Oggi la scienza ci conferma che sono esseri sensibili, capaci di amare e soffrire. I giovani stanno recependo questo messaggio, ma il cambiamento culturale profondo richiede tempo». Nella prima parte del libro, l’autrice racconta il legame personale con le creature che hanno incrociato il suo cammino. Cani, gatti, uccelli e persino un cavallo e una papera, tutti salvati dalla strada o dal macello. «Il mio cavallo era destinato alla macellazione; pensavo vivesse poche settimane, invece è rimasto con me dieci anni», ricorda. Da loro, la scrittrice ha appreso i valori più puri: spontaneità, candore e una gratitudine che si trasforma in amicizia autentica. Maraini affronta anche il pregiudizio millenario verso i grandi predatori, simboli di una “cattiveria” tramandata dalle fiabe. Il Lupo: Trasformato in metafora di violenza e assassinio, è stato quasi sterminato. La Sfida: Superare la paura ancestrale per proteggere la biodiversità. «Dobbiamo imparare a convivere anche con gli animali meno “gradevoli”. L’equilibrio biologico è la garanzia per la vita di tutti sulla Terra». La cornice di queste riflessioni è spesso Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Scoperta grazie all’amicizia con Ettore e Gigliola Scola, la cittadina montana è diventata per la scrittrice il rifugio ideale per scrivere in simbiosi con la natura. Infine, Maraini tocca il tema della scelta vegetariana, una tradizione di famiglia che risale al nonno Enrico Alliata (il creatore del vino Corvo di Salaparuta e pioniere della cucina vegetariana in Italia) e a sua madre: «È una scelta che porto avanti con convinzione, parte di un rispetto integrale per il vivente».