Attualità Eventi Festa di Sant’Antonio Abate: nel Forlivese si celebra il legame millenario tra uomo e animali. Di PetNews24 Scritto: 15 Gennaio 2026 3 minuto/i di lettura La comunità di Ravaldino si appresta a vivere la festa solenne di Sant’Antonio Abate. Sabato, la chiesa di corso Diaz accoglierà i fedeli dalle 7:45 alle 17:00 per celebrare il patrono delle campagne e degli animali. Oltre alle tre celebrazioni eucaristiche (ore 8, 10:30 e 15), sarà possibile confessarsi durante la mattinata. Come da tradizione, ogni messa si concluderà con la distribuzione del pane benedetto e momenti di riflessione dedicati alla figura del Santo. Il clou dei festeggiamenti è previsto per le 16:30, quando il sagrato della chiesa ospiterà la tradizionale benedizione degli animali domestici, un evento molto caro a famiglie e allevatori. La figura di Sant’Antonio, storicamente raffigurato accanto a un maialino, verrà celebrata in tutto il comprensorio forlivese con appuntamenti distribuiti tra il giorno della ricorrenza e le domeniche successive. A Pieveacquedotto, le celebrazioni con benedizione di pane e animali si terranno domenica 18 e 25 gennaio (ore 9:30). Castrocaro Terme distribuirà il pane benedetto sabato 17 (ore 17:00) e domenica 18 (ore 11:00 e 17:00). Infine, a Rocca San Casciano, dopo le messe del 24 e 25 gennaio, l’appuntamento per la benedizione degli animali è fissato per le ore 15:00 di domenica in piazza Garibaldi. Le radici della festa di Sant’Antonio Abate affondano nella vita di un eremita egiziano del III secolo che, per oltre ottant’anni, visse in solitudine e preghiera sulle rive del Mar Rosso. La sua fama di santità era tale che persino i potenti del tempo cercavano il suo consiglio. Il legame iconografico con il mondo animale nasce però nel Medioevo. Quando le reliquie del Santo giunsero in Francia, nacque un ordine religioso, gli Antoniani, specializzato nella cura del “fuoco di Sant’Antonio”. Il rimedio principale dell’epoca era il grasso di maiale: per questo motivo la Confraternita ottenne il permesso di lasciare liberi i propri animali tra le vie del borgo. Identificati dal suono di una campanella, questi maiali divennero il simbolo del Santo. Da allora, il folklore popolare ha trasformato Sant’Antonio nel protettore universale del bestiame e degli animali da compagnia, celebrato ancora oggi con le tradizionali benedizioni di gennaio.