Home Ambiente Lupi contro nutrie: il lato selvaggio della campagna cremonese catturato dalle fototrappole.

Lupi contro nutrie: il lato selvaggio della campagna cremonese catturato dalle fototrappole.

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L’occhio discreto delle fototrappole svela la vita segreta della fauna selvatica cremonese: un patrimonio di biodiversità spesso malvisto, ma fondamentale per l’ecosistema. Tra le sequenze più spettacolari spicca una coppia di lupi in perlustrazione notturna e un altro esemplare ripreso con una nutria appena catturata tra le fauci. Questi “attimi rubati” non sono solo suggestivi, ma confermano scientificamente l’importanza del predatore.

Nonostante ciò, il lupo continua a essere vittima di pregiudizi e bracconaggio, come dimostra il recente ritrovamento di un esemplare ucciso a colpi di fucile nel cremonese. Eppure, la scienza smentisce i timori: uno studio dell’Università di Parma (firmato, tra gli altri, dal professor Davide Persico) dimostra che la dieta del lupo in queste zone si basa proprio su specie aliene invasive come nutrie e minilepri. Il video, dunque, non è solo una curiosità naturalistica, ma la prova visiva di come il lupo agisca da prezioso alleato nel bilanciare l’ambiente locale.

In natura vige una regola ecologica precisa: il rapporto tra preda e predatore tende all’auto-equilibrio, spiega il professor Persico. Se il numero delle prede aumenta, cresce quello dei predatori; se questi ultimi diventano troppi rispetto alle risorse disponibili, la popolazione diminuisce naturalmente. Nelle campagne locali, il lupo predilige nutrie, minilepri e piccoli mammiferi, poiché la loro caccia è meno dispendiosa rispetto a quella di grossi capi di bestiame.

Tuttavia, il lupo rimane un predatore opportunista. Pur essendo rari i casi di attacchi diretti al bestiame vivo, Persico avverte che le aziende agricole possono involontariamente attirarlo: «Lo smaltimento irregolare di carcasse nelle concimaie crea un richiamo irresistibile». Il rischio maggiore resta quello per gli animali da cortile e, in particolare, per i cani legati alla catena, che non hanno modo di mettersi in salvo in caso di incursione.

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