Salute e benessere Pulci e zecche: un pericolo attivo tutto l’anno. Di PetNews24 Scritto: 19 Marzo 2026 4 minuto/i di lettura Il concetto di “stagione dei parassiti” appartiene ormai al passato. A causa del riscaldamento globale e di inverni sempre meno rigidi, la minaccia di pulci e zecche è diventata una costante annuale. A confermarlo è il Prof. Ezio Ferroglio (Università di Torino), il quale sottolinea come, nonostante i picchi primaverili e autunnali, le zecche abbiano colonizzato ogni periodo dell’anno — persino in quota — mentre le pulci prosperano ininterrottamente grazie al microclima delle nostre abitazioni. Il rischio non si limita più solo a boschi e campagne. Le città sono diventate un habitat ideale a causa delle “isole di calore”, zone urbane dove le temperature restano più alte rispetto alle aree rurali. Parchi, giardini e cortili frequentati da fauna selvatica (come cinghiali, ricci o volatili) o da altri cani diventano veri e propri centri di diffusione. Inoltre, le pulci hanno trovato il rifugio perfetto nelle nostre case: grazie al riscaldamento costante e a superfici come tappeti e cucce, possono riprodursi senza sosta. Il risultato? Un’infestazione può colpire il tuo animale in qualsiasi periodo dell’anno, indipendentemente dal freddo esterno. Il pericolo rappresentato da pulci e zecche va ben oltre il semplice fastidio cutaneo. Questi parassiti sono vettori di patogeni complessi che minacciano la salute di animali e umani. Come avverte il Prof. Ferroglio: «Le zecche trasmettono microrganismi come Babesia, Anaplasma, Ehrlichia e Borrelia, agenti causali di malattie potenzialmente gravissime». In un’epoca in cui il legame tra pet e famiglia è sempre più simbiotico, la protezione dell’animale diventa un pilastro della salute pubblica (One Health). A complicare il quadro è la maggiore mobilità: i viaggi con i cani, sia in Italia che all’estero, trasportano i parassiti in territori precedentemente sicuri, ridisegnando costantemente la mappa del rischio epidemiologico. Il messaggio per i proprietari è inequivocabile: limitare la protezione ai mesi caldi è una strategia ormai superata. La prevenzione moderna richiede una pianificazione insieme al medico veterinario, l’unico in grado di tracciare un protocollo su misura basato sullo stile di vita dell’animale e sui rischi ambientali specifici. In un mondo dal clima instabile, abbandonare la stagionalità in favore di una copertura continua di 12 mesi è l’unico modo per eliminare pericolosi “vuoti di protezione” e garantire la sicurezza biologica di tutto il nucleo familiare.