Home Cronaca Animali sacrificati sull’altare della superstizione: lemuri, pipistrelli e cavallucci marini.

Animali sacrificati sull’altare della superstizione: lemuri, pipistrelli e cavallucci marini.

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Tra le creature più sfortunate del regno animale figura l’aye-aye, un lemure notturno singolare originario del Madagascar. Questo straordinario animale presenta un dito più lungo degli altri, un adattamento geniale della natura che gli consente di procurarsi larve e insetti. Tuttavia, nonostante le sue caratteristiche uniche e il suo ruolo vitale nell’ecosistema dell’isola africana, persiste ancora la credenza che la sua presenza sia un presagio di morte o malattia.

In alcune comunità locali, questa superstizione si manifesta in modi estremi: si crede che il dito allungato dell’aye-aye possa addirittura causare la morte di coloro che ne sono indicati. Di conseguenza, in alcuni villaggi, la maledizione viene affrontata nel modo più brutale possibile: uccidendo l’animale e esponendolo su un palo.

Questa persecuzione basata sulla superstizione ha contribuito a mettere l’aye-aye tra le 25 specie di primati più a rischio di estinzione. Questo lemure unico e affascinante, invece di essere protetto e apprezzato per il suo ruolo ecologico, è vittima delle credenze irrazionali e della mancanza di comprensione da parte dell’uomo.

Nell’ampio elenco di creature vittime di superstizioni e credenze antiche, la scimmia non è certo sola. Molte altre specie animali sono fatalmente coinvolte in pratiche che alimentano la medicina tradizionale, soprattutto in Oriente.

La tigre, ad esempio, vede le sue ossa macerate nell’alcol e vendute come rimedio contro artrite e reumatismi. Il rinoceronte nero, con solo circa 5 mila esemplari rimasti, è oggetto di bracconaggio per il suo corno, a cui vengono attribuiti poteri anti-tumorali e anti-sbornia. Gli squali subiscono la cattura indiscriminata per le loro pinne, a cui sono attribuiti poteri addirittura miracolosi.

Altre vittime di queste credenze includono i genitali essiccati del varano, la pelle dell’asino selvatico africano, il cavalluccio marino e il corallo. Questi animali e materiali vengono utilizzati in varie pratiche culturali come presunti rimedi per problemi di salute o per liberarsi del malocchio. Questo commercio basato sulla superstizione continua a minacciare la sopravvivenza di numerose specie, spingendole sempre più vicino all’estinzione.

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