Home Comunicato stampa Bressanone. Uomo morto per assideramento. OIPA: “Ne il lupo ne altri animali lo hanno ucciso”.

Bressanone. Uomo morto per assideramento. OIPA: “Ne il lupo ne altri animali lo hanno ucciso”.

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L’uomo dimostri di non essere nemico del lupo, come il lupo non lo è dell’uomo

Non è stato né un lupo né un cane e tantomeno uno sciacallo, come ventilato nei giorni scorsi, a uccidere il 73enne morto dopo essere stato ritrovato in gravissime condizioni in un prato sopra Bressanone. L’uomo è deceduto per assideramento. Lo ha comunicato ieri in serata la Procura di Bolzano a seguito dell’esame autoptico. L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) da subito ha invitato a non attribuire surrettiziamente a un lupo la responsabilità del tragico evento. Surrettiziamente poiché è in atto un tentativo di declassare lo status di protezione del lupo, tentativo cui l’associazione si opporrà in tutte le sedi opportune.

«Il lupo è una specie rigorosamente protetta secondo la Convenzione di Berna e la Direttiva Habitat dell’Ue e tale deve rimanere», afferma l’Oipa. «L’uomo dimostri di non essere nemico del lupo, come il lupo non lo è dell’uomo».

Ecco il testo del comunicato della Procura di Bolzano:

“L’esame macroscopico, in primis, ha permesso di poter escludere la presenza di lesioni traumatiche attribuibili ad azione da parte di soggetti terzi.
Le lesività cutanee riscontrate, al contrario, appaiono ascrivibili ad azione di fauna, verosimile canide, in virtù della presenza di escoriazioni figurate suggestive di morso animale.
Tali lesioni, in ogni caso, si sono rilevate piuttosto superficiali, ovvero non interessavano strutture vascolari/nervose di significativa importanza vitale e, pur avendo permesso una certa perdita ematica per lesione di vasi periferici, non appaiono compatibili con la produzione di uno shock emorragico.
Il decesso, infatti, alla luce della tipologia, sede e profondità delle lesioni, nonché stante l’assenza di rilevanti condizioni patologiche preesistenti, è ragionevolmente riconducibile alle fatali conseguenze di una condizione di severa ipotermia (i.e. assideramento), circostanza peraltro suffragata anche dalla temperatura corporea rilevata dai Soccorritori al momento del rinvenimento (22°C).
Effettuati gli opportuni prelievi del caso, comprensivi di campioni per le indagini istologiche e tossicologiche, nonché di tamponi sulle ferite per eventuali comparazioni di natura genetica (ricordando tuttavia che il paziente era ricoverato e medicato in ambiente ospedaliero), non vi sono ulteriori impedimenti – di ordine medico legale – al rilascio di nulla osta alla sepoltura della salma”.

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