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Migliaia di lupi uccisi: bracconaggio e allevamenti fuori controllo.

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MIGLIAIA DI LUPI UCCISI: BRACCONAGGIO E AVVELENAMENTI FUORI CONTROLLO.

Appello al Ministro Pichetto Fratin: Tutela del Lupo e Smentita su Uccisioni.

Le Associazioni (Green Impact, Federazione Pro Natura, Animal Aid Italia, Attivisti Gruppo Randagio, Alleanza Antispecista) chiedono al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin di smentire con chiarezza qualsiasi intenzione di autorizzare uccisioni di lupi (Canis lupus) in Italia.

Lo chiedono  alla luce delle recenti notizie di stampa secondo cui lSPRA avrebbe suggerito una quota di uccisione di 160 lupi , una proposta non vincolante e priva di qualsiasi base scientifica e legale e del tutto incoerente con lo stato reale della specie nel nostro Paese, solo parzialmente conosciuto per l’ assenza di dati rigorosi certi a livello nazionale e regionale.

Il lupo in Italia è già sottoposto a una mortalità allarmante e incontrollata e, dovuta quasi esclusivamente a cause antropiche: sono poco meno di 2.000 i lupi ritrovati morti in 5 anni, rilevati da monitoraggi parziali e discontinui delle Regioni. Ogni anno si registrano numeri in costante crescita di lupi uccisi da bracconaggio, avvelenamenti e incidenti stradali, che rappresentano oggi la principale minaccia alla conservazione della specie oltre che dei crimini spesso non perseguiti.

“La vera priorità in Italia è intervenire sulla dilagante mortalità illegale e accidentale dei lupi e promuovere le verità scientifiche, non è quella di armare i fucili – la proposta di ISPRA risulta priva di fondamento” – dichiarano le Associazioni.

A ciò si aggiunge un elemento fondamentale: non esiste alcuna base scientifica per affermare che ‘i lupi sono tanti’. Si tratta di un giudizio puramente empirico e aneddotico, che nasce dal fatto che fino alla fine degli anni ‘70 il lupo era stato quasi completamente sterminato in Italia.

La percezione della sua presenza è  inevitabilmente distorta: ciò che oggi viene percepito come un numero eccessivo è in realtà il naturale ripristino di una specie che era stata portata sull’orlo dell’estinzione, ma che oggi  – come ci dice la scienza –  non ci sono dati certi per affermare che la specie si trovi in uno stato di conservazione favorevole e pertanto legalmente (come confermato da sentenze cogenti della Corte Europea di Giustizia) il governo non alcuna base giuridica per procedere a delle uccisioni. 

Va sottolineato come in Italia – così come nel resto d’Europa – il monitoraggio del lupo non sia sistematico, non copra in modo omogeneo il territorio nazionale e sia basato in larga parte su proiezioni statistiche, sfuggono inoltre i dati sulla mortalità illegale e accidentale. Non si dispone quindi di dati completi e aggiornati che possano giustificare affermazioni sulla presunta “abbondanza” della specie. Anche la comunità scientifica europea si è già espressa definendo il declassamento dello status di protezione del lupo come un’operazione politica priva di fondamento scientifico . Rimangono pendenti tre Ricorsi di Associazioni alla Corte Europea di Giustizia per l’ annullamento del declassamento europeo (RIF), il cui atteso esito potrebbe rintrodurre la protezione rigorosa in tutti gli Stati UE.

In questo scenario, introdurre piani di uccisione in Italia significherebbe creare un danno ambientale e distogliere risorse da quello che è necessario: una strategia nazionale di tutela e conservazione della fauna selvatica.

Per questo chiediamo al Ministro Pichetto Fratin di concentrarsi sulle priorità del Paese:

Rendere obbligatorie l’ adozione delle misure di prevenzione da danni di predazione.

Le soluzioni preventive sono già disponibili, ampiamente finanziate e riconosciute come strumenti efficaci. L’Italia dispone  ogni anno di milioni di euro di fondi europei dedicati e vincolati alla prevenzione, cui si aggiungono i rimborsi per le compensazioni delle perdite. Nonostante le predazioni su ovini e caprini rappresentino appena lo 0,07% della popolazione europea di queste specie, tali risorse devono essere utilizzate in modo sistematico e vincolante, affinché la prevenzione diventi la norma e non l’eccezione. Parallelamente, è necessario introdurre procedure nazionali uniformi  che rendano  semplici e tempestivi gli indennizzi, mantenendo al contempo una rigorosa verifica dei fatti.

Rafforzare la tutela della fauna selvatica e combattere i crimini ambientali.

È urgente intensificare le attività di prevenzione e repressione del bracconaggio e degli avvelenamenti, fenomeni che rappresentano una delle principali cause di mortalità del lupo. Serve inoltre un piano nazionale per ridurre gli incidenti stradali che coinvolgono il lupo, integrando strumenti di innovazione tecnologica con interventi infrastrutturali mirati. . Occorrono strumenti più stringenti, procedure più rapide e sanzioni amministrative e penali realmente efficaci per contrastare i crimini contro la fauna selvatica e risorse per un monitoraggio constante. Una riforma organica è indispensabile per assicurare protezione, certezza del diritto e coerenza con gli obblighi europei.

La tutela del lupo (Canis lupus) è un obbligo sancito dalle normative europee e nazionali, oltre che una responsabilità verso la biodiversità e gli ecosistemi italiani.

Questi temi – insieme a quello dell’ incontrollata sottrazione di habitat naturali e dello spreco di suolo da parte di piani di gestione inefficienti –  saranno affrontati nel corso dell’ evento  di domani,  2 Aprile p.v.  promosso al Senato della Repubblica dalla Senatrice Gisella Naturale; le Associazioni  colgono l’ occasione per auspicare la presenza del Ministro per poter svolgere un approfondimento congiunto.

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