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Vanzago (MI). L’oasi del Wwf mette le ali.

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Gufi, gheppi, pipistrelli, minilepri, barbagianni, ma anche ricci e gabbiani. Ad agosto è arrivato perfino un cigno salvato nel lago di Como, ferito al dorso e ad un’ala a causa di un incidente. Ad aprile cinque cuccioli di volpe salvati a Cesano Boscone e un cucciolo di donnola trovato nella provincia di Lecco.
Sono stati 3.625 gli animali selvatici curati e accuditi dal Centro del Wwf di Vanzago, ben 277 in più rispetto all’anno prima. Feriti, abbandonati o vittime di bracconaggio sono stati portati in quello che è noto a molti come un vero e proprio “pronto soccorso” per animali selvatici.
Il numero di quelli affidati al Cras cresce ogni anno, basti pensare che quando ha aperto nel 1995 gli animali curati furono solo 186. “Il lavoro non manca, neppure nei mesi estivi e aumenta con l’apertura della stagione venatoria quando ci vengono consegnati centinaia di uccelli impallinati”, spiega Andrea Longo, direttore dell’oasi del Wwf.

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