Comunicato stampa Ferragosto: 740mila rimarranno a casa per accudire un animale. Di PetNews24 Scritto: 31 Agosto 2026 3 minuto/i di lettura 6,7 milioni non faranno alcuna vacanza. Oltre 618.000 resteranno a casa per assistere un anziano Più di 4,4 milioni hanno rinunciato per regioni economiche Ferragosto è ormai alle porte, ma quest’anno sono molti gli italiani che lo trascorreranno a casa. Come emerge dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG, sono quasi 740.000 coloro che non partiranno per accudire un animale. Le motivazioni della non partenza Oltre all’assistere un animale, lo studio – realizzato su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – ha portato alla luce anche altre motivazioni che hanno spinto a rinunciare alle ferie estive: al primo posto troviamo motivazioni economiche, indicate come causa della rinuncia da parte del 66,4% dei rispondenti (più di 4,4 milioni di italiani). Seguono a pari merito, con 11,3%, l’assenza di giorni di ferie e la scelta di andare in vacanza in un altro periodo dell’anno. Sono poi più di 618.000 quelli che staranno a casa per accudire un anziano. Infine, più di 243mila persone hanno invece deciso di non partire a causa dei timori legati al conflitto in Iran (3,6%). Tra chi adduce i motivi economici come ragione della non partenza, quasi 1 su 2 (2,2 milioni di italiani) ha dichiarato che è stato l’aumento dei prezzi dei beni generali verificatosi nell’ultimo anno a scoraggiarlo dal concedersi una vacanza. Il 33,1% degli intervistati, vale a dire oltre 1,4 milioni, invece, ha confessato di aver deciso di non partire per problemi legati al lavoro, mentre circa 900mila per una situazione di difficoltà economica dovuta a un imprevisto. I crescenti prezzi legati al soggiorno (voli, strutture, ecc…) hanno poi dissuaso più di 1 milione di nostri connazionali dal prenotarne uno. Se si divide il campione su base territoriale, si vede come a dichiarare di rinunciare alle vacanze siano soprattutto i residenti del Sud Italia e delle Isole (18,2% vs 15,7% a livello nazionale); guardando, invece, alle fasce anagrafiche, le percentuali più alte si registrano tra i 55-64enni, dove il valore raggiunge addirittura il 22,6%.