Home Attualità Tartarughe azzannatrici: i rischi per l’uomo e l’ecosistema.

Tartarughe azzannatrici: i rischi per l’uomo e l’ecosistema.

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Nuova allerta a Ladispoli per il ritrovamento di alcuni esemplari di testuggine azzannatrice (Chelydra serpentina), una specie non nuova a questi avvistamenti sul litorale laziale. Il pericolo per l’uomo è concreto: il maggiore Matteo Brovelli (Carabinieri Cites) mette in guardia dal tentare manovre azzardate, poiché il collo dell’animale può allungarsi repentinamente per mordere. Secondo Andrea Brutti (Enpa), il fenomeno è figlio di una moda passata: molti esemplari sono stati acquistati durante un “boom di vendite” senza prevederne la crescita e l’aggressività. Il caso riapre il dibattito sui rilasci illegali di specie esotiche.

Che si tratti di un abbandono o di una presunta ‘liberazione’, la sostanza non cambia: sia dal punto di vista ecologico che legislativo, l’atto resta gravissimo. È vietato rilasciare in natura animali domestici o cresciuti in cattività. Queste tartarughe non arrivano dai loro habitat americani, ma dai terrari o dai laghetti di privati che hanno deciso di disfarsene. La verità è semplice: chi compie questo gesto commette un illecito.

Il senso della legge è netto: parlare di ‘liberazione’ è solo un modo per lavarsi la coscienza. Nella realtà, questi animali spesso non sopravvivono fuori dalla cattività; se invece resistono, diventano una minaccia per l’equilibrio ecologico. Il rilascio di specie non autoctone è un illecito proprio per questo motivo. Parliamo di esemplari pericolosi, la cui vendita e detenzione sono severamente regolate. La tartaruga azzannatrice non è ‘malvagia’, ma è un predatore d’agguato: resta immobile sul fondo per poi scattare con morsi fulminei. L’ho vista tranciare di netto pesci e piccoli mammiferi; per un bagnante, il rischio di perdere un dito è reale. Mi rammarica, però, che si accendano i riflettori su questi casi solo quando c’è un pericolo per l’uomo, ignorando altre invasioni biologiche meno spettacolari ma molto più devastanti per l’ambiente.

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