Home Attualità Ulss 2, la chemio si fa con il proprio pet: al via sei mesi di sperimentazione.

Ulss 2, la chemio si fa con il proprio pet: al via sei mesi di sperimentazione.

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L’Ulss 2 della Marca Trevigiana ha ufficialmente varato un progetto sperimentale volto a permettere l’ingresso degli animali d’affezione nei reparti di oncologia. L’iniziativa, pensata per offrire supporto emotivo durante le terapie e la degenza, vedrà una fase di test di sei mesi e si avvarrà della collaborazione attiva delle associazioni animaliste del territorio.

L’Ulss 2 Marca Trevigiana compie un passo decisivo verso una sanità empatica. Mercoledì 29 aprile, i vertici dell’azienda sanitaria — guidati dal DG Giancarlo Bizzari — hanno presentato un progetto d’avanguardia: permettere ai pazienti oncologici di essere accompagnati dai propri animali domestici durante le sedute di chemioterapia e la degenza.

Il piano, che partirà a giugno con una sperimentazione di sei mesi, prevede la creazione di stanze dedicate alla “pet infusion” e il supporto di personale specializzato. Non si tratta solo di supporto clinico: l’iniziativa si estende alle “famiglie mononucleo”, garantendo assistenza agli animali domestici nel caso in cui il proprietario, vivendo solo, debba affrontare un ricovero. Per sostenere i costi di allestimento, l’Ulss 2 ha lanciato un appello a privati e associazioni, mentre il 3 maggio verrà pubblicato il bando ufficiale per le manifestazioni di interesse.

Il Direttore Generale Bizzari ha ribadito che l’umanizzazione delle cure rappresenta un impegno quotidiano e concreto: «L’evoluzione delle dinamiche familiari, con nuclei sempre più ridotti e un crescente numero di anziani soli, impone di riconoscere agli animali d’affezione il ruolo di veri e propri membri della famiglia. È fondamentale considerare questo legame, specialmente nelle fasi di maggiore fragilità legate alla malattia. Il nostro obiettivo è dare una struttura organica e un coordinamento unico alle diverse iniziative di Pet therapy già esistenti. Confidiamo nel supporto di privati e associazioni per consolidare una sanità che metta realmente la persona al centro».

 

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