Affido Canili Gattili Roma. Cani e gatti “invisibili”, il piano del Comune funziona: novanta animali adottati. Di PetNews24 Scritto: 29 Settembre 2026 3 minuto/i di lettura Un’iniziativa promossa dal Comune di Roma sta segnando un importante punto di svolta nella gestione del benessere animale e nel contrasto all’affollamento delle strutture cittadine. Il piano straordinario messo in campo dall’amministrazione capititolina per favorire le adozioni di cani e gatti considerati “invisibili” sta portando i primi risultati concrete e sperati, consentendo a ben novanta animali di uscire dalle gabbie e trovare l’affetto di una nuova famiglia. Si tratta di esemplari spinti ai margini delle priorità di adozione a causa dell’età avanzata, di piccoli problemi di salute o semplicemente perché presenti da troppi anni nei canili e gattili comunali. La strategia adottata dall’amministrazione ha puntato su un cambio di approccio comunicativo e gestionale, volto a dare massima visibilità a tutti quegli animali che raramente ricevono richieste di affido. Attraverso campagne di sensibilizzazione mirate, incontri aperti alla cittadinanza e un lavoro di rete con i volontari e gli educatori cinofili, le strutture di accoglienza hanno riorganizzato le schede e le presentazioni degli ospiti. Questo percorso trasparente ha permesso ai potenziali adottanti di superare i pregiudizi legati all’adozione di un animale non più cucciolo o con esigenze specifiche, valorizzando invece la storia e la compatibilità di ogni singolo esemplare con il contesto familiare finale. Il bilancio di novanta adozioni completate con successo rappresenta un segnale estremamente positivo per la capitale, dimostrando come una pianificazione attenta possa svuotare le gabbie e restituire dignità ad animali altrimenti destinati a trascorrere l’intera vita all’interno di una struttura ricetto. Oltre all’impatto etico e affettivo sulla vita dei cani e dei gatti coinvolti, il successo della misura consente al Comune di liberare risorse preziose e di alleggerire il carico sui canili rifugio. L’esperienza romana si propone così come un modello virtuoso per la pubblica amministrazione, confermando che la tutela degli animali passa inevitabilmente attraverso campagne di adozione adeguate, capaci di trasformare la fragilità in una risorsa per l’intera comunità.