Attualità Cronaca Il cibo spazzatura delle discariche minaccia la salute delle cicogne europee. Di PetNews24 Scritto: 4 Settembre 2026 3 minuto/i di lettura La cicogna bianca, storico simbolo di eleganza e rinascita primaverile, sta affrontando una trasformazione profonda e preoccupante nelle sue abitudini alimentari. Negli ultimi decenni, molte popolazioni europee di questi maestosi volatili hanno progressivamente modificato le proprie rotte migratorie. Invece di intraprendere il lungo e faticoso viaggio verso l’Africa subsahariana per trascorrere l’inverno, un numero sempre maggiore di cicogne sceglie di rimanere in Europa meridionale e centrale, attratto da una riserva di cibo apparentemente inesauribile: le grandi discariche a cielo aperto. Questa abbondanza costante di scarti umani ha creato un’illusione di facilità che nasconde insidie drammatiche per la salute degli animali. Il cibo recuperato tra i rifiuti è ricchissimo di grassi, zuccheri e alimenti ultra-processati, del tutto incompatibili con la dieta naturale della specie, tradizionalmente composta da anfibi, piccoli roditori, insetti e rettili. Questa sorta di junk food industriale causa negli esemplari adulti forme gravi di obesità, squilibri metabolici e carenze nutrizionali che ne compromettono l’aspettativa di vita e l’efficienza riproduttiva. Il pericolo diventa ancora più acuto quando il cibo spazzatura viene portato nei nidi per nutrire i pulcini. I piccoli, alimentati con scarti altamente tossici, soffrono di deficit di sviluppo osseo e muscolare che spesso impediscono loro di spiccare il primo volo. Oltre alla scarsa qualità nutrizionale, la ricerca di cibo nelle discariche espone le cicogne all’ingestione accidentale di materiali letali come frammenti di plastica, elastici, pellicole sintetiche e persino residui chimici nocivi. L’ostruzione intestinale e l’avvelenamento sistemico sono ormai tra le principali cause di mortalità infantile e adulta nelle colonie che nidificano a ridosso dei grandi impianti di smaltimento. Il fenomeno solleva gravi interrogativi sull’impatto delle attività umane sulla fauna selvatica. La graduale chiusura delle discariche a cielo aperto, prevista dalle normative europee sull’ambiente per favorire il riciclo e l’economia circolare, metterà presto questi uccelli di fronte a una nuova crisi d’astinenza alimentare. Senza la fonte artificiale a cui si sono assuefatte, le cicogne dovranno riscoprire le antiche rotte migratorie e i loro habitat naturali, i quali tuttavia appaiono sempre più frammentati e minacciati dall’agricoltura intensiva e dall’espansione urbana.