Attualità Curiosità Nuove regole UE su cani e gatti: cosa cambia per la tutela di animali e padroni. Di PetNews24 Scritto: 2 Settembre 2026 5 minuto/i di lettura È entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2026/1818, la prima disciplina comune a tutta l’Unione Europea interamente dedicata alla tutela, alla tracciabilità e al benessere di cani e gatti. Si tratta di una svolta storica: fino a oggi il settore dei pet da compagnia è stato regolato da un mosaico di leggi nazionali frammentate, una situazione che lasciava ampi margini al traffico illecito di cuccioli e a pratiche di allevamento discutibili. Con l’entrata in vigore del provvedimento scatta un periodo di transizione graduale. Sebbene la cornice normativa sia attiva, l’applicazione concreta delle disposizioni principali avverrà in varie tappe (a partire dal 2028), per dare il tempo ad allevatori, strutture e privati di adeguarsi. Le novità principali ridefiniscono la gestione quotidiana e la tutela degli animali d’affezione in Europa; il regolamento punta il dito contro i maltrattamenti e i dispositivi che provocano dolore o costrizione inutili: vietato il collare a strozzo e i collari a punte non dotati di meccanismi di sicurezza; no alla catena permanente: nessun cane o gatto potrà essere tenuto legato in maniera continuativa (consentito solo per periodi limitati e casi specifici come motivi medici o di sicurezza). Divieto di mutilazioni estetiche: confermata in tutta UE la tolleranza zero per interventi chirurgici volti a modificare l’aspetto estetico, come il taglio della coda (caudotomia) o delle orecchie (confezione), se non prescritti per precise ragioni veterinarie. Limiti a box e gabbie: l’uso abituale di gabbie o spazi di contenimento ristretti viene severamente limitato. Una delle norme più incisive riguarda il contrasto all’allevamento di razze con caratteristiche iperboliche o nocive. Negli ultimi anni la selezione di particolari razze brachicefale (con muso estremamente schiacciato) o con rughe e sproporzioni ossee eccessive ha causato gravi patologie respiratorie, oculari e scheletriche. La lotta all’abbandono e al commercio illegale passa dalla tracciabilità completa. Il regolamento estende l’obbligo di identificazione tramite microchip anche ai gatti (in Italia finora l’obbligo nazionale valeva unicamente per i cani, lasciando ai gatti solo normative regionali sporadiche); yutti gli Stati membri dovranno realizzare banche dati nazionali informatizzate capaci di dialogare attraverso un sistema telematico unico europeo (EU-wide index). Questo renderà la storia di ogni animale trasparente e rintracciabile da qualsiasi Paese dell’Unione. Il traffico di cuccioli provenienti dall’Est Europa venduti tramite annunci anonimi sul web subisce una stretta decisiva. Le piattaforme e i siti di annunci online avranno l’obbligo di verificare l’identità dell’inserzionista e i dati di registrazione/microchip dell’animale prima di pubblicare qualsiasi offerta di vendita o adozione. Gli stabilimenti che ospitano cani e gatti a titolo commerciale o di protezione dovranno rispettare requisiti minimi stringenti in materia di spazi, illuminazione naturale, igiene e socializzazione. È inoltre prevista l’introduzione di visite periodiche di consulenza e sorveglianza svolte dai medici veterinari per valutare lo stato di benessere della struttura. I vari obblighi entreranno a regime secondo scadenze graduali distribuite su una tabella di marcia pluriennale. La direzione intrapresa dall’Unione Europea è chiara: promuovere la figura dell’animale da compagnia da semplice “bene di consumo” a essere senziente la cui dignità e salute vanno garantite per legge.