Ambiente Curiosità Zoo Udine. SOS faunistico: nasce la clinica da 1,7 milioni per orsi, lupi e sciacalli. Di PetNews24 Scritto: 22 Settembre 2026 5 minuto/i di lettura Il territorio del Friuli Venezia Giulia si conferma un fondamentale crocevia biologico per l’Europa, una cerniera ecologica dove le Alpi incontrano i Balcani e dove la presenza dei grandi predatori è tornata a essere una realtà concreta e complessa. In questo contesto di rinascita ambientale si inserisce un imponente investimento da un milione e settecentomila euro destinato alla nascita di un centro all’avanguardia per la fauna selvatica. La nuova struttura sorgerà presso il polo di Pagnacco, nel territorio udinese, e sarà gestita con il supporto fondamentale del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università degli Studi di Udine. Il progetto nasce per rispondere a un’esigenza sempre più urgente, dettata dal naturale ritorno di specie emblematiche come l’orso bruno, il lupo, lo sciacallo dorato e la lince eurasiatica. L’aumento della presenza di questi esemplari comporta inevitabilmente una maggiore frequenza di interazioni con l’uomo e con le infrastrutture antropiche. Gli incidenti stradali, i casi di ferimento, le malattie infettive o la necessità di monitorare e riabilitare individui in difficoltà richiedono strutture altamente specializzate e personale medico preparato ad affrontare emergenze veterinarie complesse. La nuova clinica veterinaria non sarà un semplice centro di primissimo soccorso, ma una struttura ad alta tecnologia concepita per la cura, il ricovero, la degenza e la successiva riabilitazione degli animali selvatici prima della loro reimmissione in natura. Le risorse stanziate, sostenute dai fondi regionali legati alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi, permetteranno di allestire spazi dedicati al triage, sale operatorie all’avanguardia e aree di isolamento e contenzione pensate appositamente per ridurre al minimo lo stress dei pazienti. La gestione di grandi carnivori e mesocarnivori richiede infatti protocolli clinici e comportamentali del tutto particolari, tesi a evitare che gli animali si abituino al contatto umano durante il periodo di degenza. Accanto all’aspetto puramente sanitario, l’iniziativa riveste un grande valore strategico sul piano della ricerca scientifica e della conservazione della natura. L’Università di Udine potrà raccogliere dati epidemiologici, genetici e biometrici di fondamentale importanza per comprendere lo stato di salute dei boschi e delle montagne della regione. Il monitoraggio costante delle patologie e dello stato di nutrizione degli esemplari recuperati servirà infatti a creare una banca dati utile non soltanto per la comunità scientifica locale, ma per l’intera rete di protezione faunistica europea. Un ulteriore elemento chiave di questo investimento riguarda la convivenza positiva tra l’uomo e i grandi predatori. Fornire una risposta tempestiva ed efficace alle emergenze faunistiche permette di gestire con maggiore trasparenza e sicurezza le situazioni critiche sul territorio, rassicurando la popolazione locale e offrendo uno strumento concreto per la tutela del patrimonio naturale. La nascita della clinica di Pagnacco rappresenta dunque un passo decisivo verso un modello di gestione della natura moderno, scientifico e rispettoso dell’equilibrio tra attività umane e vita selvatica.