Home Attualità Medaglie agli animali eroi ma niente diritti: le ombre del ddl della Lega.

Medaglie agli animali eroi ma niente diritti: le ombre del ddl della Lega.

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Nel panorama legislativo italiano, la cura e la tutela degli animali rappresentano un tema in grado di accendere dibattiti accesi, divisi tra la necessità di modernizzare la normativa e il rischio di scivolare nella mera propaganda. Al centro delle recenti discussioni si colloca il disegno di legge proposto dalla Lega, un provvedimento che intende istituire onorificenze e medaglie al valore per gli animali che si sono distinti in azioni di salvataggio, soccorso o supporto alle forze dell’ordine e alla protezione civile. Un gesto apparentemente nobile e celebrativo che rischia tuttavia di nascondere un’amara e profonda contraddizione di fondo.

Dietro la vetrina dei premi e del riconoscimento simbolico si cela infatti una sostanziale assenza di reali garanzie giuridiche. Riconoscere un animale come “eroe” e conferirgli una medaglia non ne cambia la natura di fronte all’ordinamento giuridico, dove continua a essere considerato un bene o un oggetto di proprietà, privo di diritti soggettivi propri. Questo paradosso appare ancora più evidente se si considera che le stesse forze politiche impegnate a promuovere questo genere di iniziative simboliche spesso si oppongono a riforme strutturali orientate ad ampliare la tutela degli animali da allevamento, da laboratorio o da compagnia.

L’impianto del provvedimento si limita a celebrare le prestazioni e l’utilità dell’animale nei confronti dell’uomo, invece di riconoscere l’animale in quanto essere sensiente meritevole di tutele a prescindere dal suo ruolo operativo. Restano così del tutto inascoltate le richieste delle associazioni ambientaliste e degli esperti del settore, che da anni chiedono un inasprimento concreto delle pene per chi maltratta o abbandona gli animali, standard di benessere più stringenti e una riforma organica del codice civile.

Conferire un’onorificenza a un cane da salvataggio o a un’unità cinofila senza al contempo garantire loro un’adeguata copertura per le cure sanitarie post-servizio o senza riformare le normative sulla loro protezione quotidiana si riduce a un’operazione d’immagine. Senza un effettivo cambio di paradigma normativo che passi dai simboli alle tutele concrete, il rischio è che il disegno di legge si trasformi nell’ennesima occasione mancata, lasciando intatto quel vuoto normativo che continua a privare gli animali dei diritti fondamentali di cui avrebbero realmente bisogno.

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