Home Attualità Torino. “Cani non graditi”: il muro degli affitti torinesi contro chi ha animali.

Torino. “Cani non graditi”: il muro degli affitti torinesi contro chi ha animali.

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Cercare un appartamento in locazione sotto la Mole è diventato una vera e propria corsa a ostacoli, ma per chi condivide la propria vita con un cane o un gatto la sfida rischia di trasformarsi in una missione impossibile. Negli ultimi anni il mercato immobiliare di Torino ha registrato una drastica contrazione delle disponibilità, guidata dalla proliferazione degli affitti brevi a uso turistico e dalla forte domanda universitaria. In questo scenario già saturo e competitivo, si è consolidata una prassi informale ma pervasiva: il veto quasi sistematico da parte dei proprietari verso gli inquilini con animali domestici al seguito.

Basta scorrere i principali portali immobiliari o contattare le agenzie del capoluogo piemontese per scontrarsi con un muro di rifiuti preventivi. Sebbene la normativa italiana, tramite la riforma del condominio, vieti espressamente nei regolamenti condominiali di proibire la detenzione di animali da compagnia, la sfera privata della locazione segue regole differenti. Un locatore è libero di scegliere a chi affidare il proprio immobile e, sempre più spesso, inserisce la clausola che vieta la presenza di pet o scarta a priori i candidati proprietari di cani, indipendentemente dalla taglia o dall’educazione dell’animale.

Alla base di questa chiusura diffusa vi sono principalmente due fattori: il timore di danni materiali alle finiture dell’alloggio, come parquet e porte, e la paura di contenziosi con i vicini per eventuali rumori notturni o abbaia frequenti. Tuttavia, la realtà dei fatti evidenzia un profondo cortocircuito sociale. Torino si è sempre distinta per politiche attive a tutela del benessere animale e per un’elevata concentrazione di cani registrati all’anagrafe canina, eppure il suo mercato abitativo sembra viaggiare nella direzione opposta, penalizzando famiglie e giovani lavoratori che considerano i pet veri e propri membri del nucleo familiare.

Questa barriera invisibile spinge molti cittadini a situazioni di forte disagio, costringendoli a rinunciare ad appartamenti idonei, ad accettare canoni fuori mercato o, nei casi più drammatici, a valutare il trasferimento fuori dal perimetro urbano. Le associazioni di categoria e le realtà a tutela degli animali sottolineano la necessità di promuovere una nuova cultura della locazione, basata su garanzie accessorie o polizze assicurative per eventuali danni, piuttosto che sul rifiuto a priori. Superare il pregiudizio del no agli animali rappresenta un passaggio fondamentale per rendere Torino una città realmente inclusiva e a misura di cittadino.

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