Cronaca SOS Animali Aggressioni da cervi, tre feriti gravi in pochi giorni: l’allarme degli esperti. Di PetNews24 Scritto: 25 Settembre 2026 4 minuto/i di lettura Un campanello d’allarme risuona con forza nei borghi collinari e montani, dove la presenza dei cervi a ridosso dei centri abitati è ormai diventata un’abitudine quotidiana. Gli episodi verificatisi in Abruzzo, in particolare nell’area del Parco Nazionale tra Villetta Barrea e le zone limitrofe, hanno riportato la questione al centro dell’attenzione pubblica: tre persone sono state incornate e ferite a causa di cariche improvvise lanciate dagli animali nell’arco di pochissimi giorni. I recenti incidenti hanno visto coinvolti residenti e turisti presi alla sprovvista mentre passeggiavano o si trovavano nei pressi dei centri urbani. La reazione inaspettata dei cervi, sfociata in vere e proprie cariche verso le persone presenti, ha spinto i sindaci locali ed emanare specifiche ordinanze per vietare l’avvicinamento. Il bilancio di tre feriti ha messo in evidenza un fenomeno in rapida evoluzione, costringendo amministratori ed esperti a interrogarsi sui motivi di questa impennata di aggressività. Biologi ed zoologi sottolineano come alla base di questi comportamenti vi sia una combinazione di fattori ambientali ed etologici spesso sottovalutata dall’uomo. In primo luogo, la stagione autunnale coincide con il periodo degli amori, durante il quale i maschi di cervo registrano picchi ormonali elevatissimi, diventano estremamente territoriali e competono per il controllo del territorio. In questo contesto, qualsiasi presenza umana o animale percepita come un’intrusione nel loro raggio d’azione può innescare una reazione di difesa o di attacco preventivo. A ciò si aggiunge l’errore sistematico dell’eccessiva confidenza. Negli anni, la frequente presenza dei ungulati nei paesi ha generato nei cittadini la falsa illusione che si tratti di animali addomesticati, innocui o persino propensi al contatto umano. L’abitudine diffusa di scattare fotografie da distanze ravvicinate, cercare l’inquadratura perfetta per un selfie o, peggio, offrire cibo agli esemplari spinge i cervi ad azzerare le loro naturali barriere di diffidenza. Quando questa confidenza forzata incontra l’irritabilità tipica della stagione riproduttiva, l’imprevedibilità della fauna selvatica si trasforma rapidamente in pericolo reale. Di fronte a questa situazione, la parola d’ordine lanciata dalle autorità sanitarie e dagli esperti del settore è il rispetto delle distanze di sicurezza. Un cervo rimane un animale di oltre due quintali equipaggiato con palchi imponenti e affilati. Promuovere ordinanze anti-selfie, introdurre divieti severi d’accostamento e sensibilizzare residenti e visitatori sui corretti comportamenti da adottare rappresenta l’unico strumento efficace per prevenire ulteriori incidenti e preservare l’equilibrio della convivenza tra l’uomo e la natura.