Home Attualità Il ritorno delle tartarughe giganti sull’isola di Floreana.

Il ritorno delle tartarughe giganti sull’isola di Floreana.

4 minuto/i di lettura

Da sempre icone indiscusse delle Galápagos, le tartarughe giganti hanno rischiato di diventare solo un ricordo su Floreana. Per oltre un secolo, lo sfruttamento spietato delle risorse dell’isola ha interrotto il loro naturale ricambio generazionale, portando la colonia a un passo dall’estinzione definitiva.

Il Ministero dell’Ambiente dell’Ecuador ha ufficializzato il rilascio di 158 esemplari, di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, con l’obiettivo di avviare il ripristino ecologico dell’isola. Queste tartarughe, nate nel centro di riproduzione “Fausto Llerena”, derivano da un programma di selezione genetica basato sul lignaggio originario. Si tratta di un traguardo scientifico straordinario, che ha permesso di recuperare una linea evolutiva precedentemente considerata estinta in natura.

Questo è solo il primo passo di un ambizioso piano che prevede il rilascio totale di 700 esemplari. Prima di calpestare nuovamente il suolo di Floreana, ogni tartaruga è stata sottoposta a rigidi protocolli di quarantena e trattamenti antiparassitari. Il loro viaggio è stato epico: i guardiaparco le hanno trasportate a spalla per sette chilometri su impervi terreni vulcanici fino ai siti di rilascio. Qui, il loro adattamento sarà monitorato costantemente grazie a sofisticati sistemi di tracciamento GPS.

Le tartarughe giganti del genere Chelonoidis agiscono come vere e proprie “ingegnere dell’ecosistema”, trasformando attivamente l’habitat circostante. Attraverso il pascolo, il calpestio e la disseminazione, queste creature modellano la struttura del paesaggio. Ricerche effettuate in altre aree delle Galápagos rivelano che un singolo deposito fecale può trasportare centinaia di semi di decine di specie diverse a oltre 500 metri di distanza, con picchi che superano i 3 chilometri. In un territorio frammentato da formazioni vulcaniche, tale attività è cruciale per garantire la connettività ecologica tra zone isolate.

Il ritorno delle tartarughe a Floreana corona un lungo lavoro di rimozione delle specie invasive e di monitoraggio costante. L’obiettivo è ambizioso: riaccendere i motori ecologici dell’isola e preparare il terreno per il ritorno di altre specie endemiche scomparse. Sarà un processo lento, che richiederà generazioni per trasformare visibilmente il paesaggio, ma il primo passo è carico di significato. In questo arcipelago, Patrimonio UNESCO dal 1978, riportare i giganti a Floreana non è solo un’operazione di conservazione, ma un atto di giustizia ambientale per rimediare alle ferite inferte dall’uomo oltre un secolo fa.

Carica altri articoli correlati
Carica più articoli in Attualità
Non puoi inserire commenti

Vedi anche

Business a quattro zampe: così la passione per gli animali sta trainando l’economia.

Secondo l’analisi di Confartigianato Cesena, il territorio si scopre sempre più incl…