Curiosità Mondo Il mistero di Sable Island: la macabra svolta delle foche cannibali. Di PetNews24 Scritto: 28 Maggio 2026 5 minuto/i di lettura Situata al largo della Nuova Scozia, Sable Island ospita la più grande colonia di foche grigie del pianeta. In questo fazzoletto di terra, decine di migliaia di esemplari convivono con le foche comuni, dividendo le acque con temibili predatori come lo squalo della Groenlandia. Da oltre quarant’anni la zona è monitorata dagli scienziati, non solo per i suoi numeri record, ma anche per un macabro mistero: il ritrovamento di cuccioli straziati da profonde ferite a spirale. Se finora la colpa era stata attribuita agli attacchi degli squali o alle eliche delle imbarcazioni, un nuovo studio pubblicato su Marine Mammal Science ha rimescolato le carte. Il vero killer non viene dall’oceano né dall’uomo: a uccidere e divorare i cuccioli sono altre foche, spinte in determinate condizioni al cannibalismo. Il mistero ha inizio nei primi anni Ottanta, con il ritrovamento su Sable Island dei primi corpi di foca grigia. I cadaveri presentavano ferite spaventose: profondi “morsi a spirale” che, partendo dalla bocca, squarciavano l’animale fino al petto. Negli stessi anni, la comunità scientifica ha iniziato a raccogliere prove di un comportamento insospettabile: il cannibalismo tra foche grigie. La prima testimonianza diretta risale al 1993, seguita da altri episodi analoghi documentati in Scozia circa dieci anni più tardi. I casi registrati in Scozia si sono rivelati fondamentali per i ricercatori dell’Università di Hannover: le ferite analizzate sui corpi delle foche, infatti, erano identiche a quelle scoperte a Sable Island. La svolta definitiva è arrivata nel 2024, quando gli autori dello studio hanno assistito in diretta a un attacco: una foca adulta ha aggredito un cucciolo, lasciando sul suo corpo i caratteristici segni a spirale. Questa osservazione ha spinto il team a rianalizzare i filmati degli anni precedenti, portando alla luce una realtà impressionante: ben 765 attacchi totali documentati, di cui 359 episodi di cannibalismo finiti con la morte del cucciolo. Per quanto possa sembrare cruento, questo comportamento non minaccia la sopravvivenza della popolazione di foche grigie di Sable Island, che vanta circa 75.000 esemplari: secondo gli scienziati, infatti, qualche centinaio di casi di cannibalismo non incide sull’equilibrio della specie. La vera preoccupazione è un’altra: il rischio che le foche grigie inizino a prendere di mira anche i cuccioli di foca comune. Si tratta di un fenomeno già documentato in Europa che, se si diffondesse anche a Sable Island, potrebbe mettere in serio pericolo una specie presente sul territorio con una popolazione già molto ridotta. Nonostante le scoperte, il cuore del mistero rimane irrisolto: cosa spinge queste foche al cannibalismo? Si tratta di un comportamento naturale o dell’effetto di qualche mutamento ambientale? E ancora: le foche grigie sono sempre state cannibali e noi ce ne siamo accorti solo ora? Rispondere a queste domande non è solo una questione di curiosità scientifica, ma un tassello fondamentale per pianificare strategie efficaci di conservazione della specie.