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UE e animali da compagnia: scatta il divieto per i collari a strozzo. Le novità.

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Il mondo del benessere animale in Europa sta vivendo una svolta storica. Recentemente, il Parlamento Europeo ha approvato un pacchetto di norme che introduce, per la prima volta, standard minimi comuni in tutta l’UE per l’allevamento, la detenzione e la gestione di cani e gatti. Tra le novità più dibattute e significative c’è quella che riguarda proprio gli strumenti di conduzione: il divieto di utilizzare collari a strozzo e a punte privi di meccanismi di sicurezza integrati.

Ma cosa comporta concretamente questa novità per i proprietari di animali e per il settore cinofilo?

È importante fare chiarezza per evitare allarmismi o incomprensioni. La normativa non punta a mettere al bando ogni forma di collare, ma interviene specificamente contro quegli strumenti coercitivi che, per loro natura o mancanza di protezioni, possono causare danni fisici all’animale.

Il fulcro del nuovo regolamento riguarda la sicurezza: il divieto si focalizza sui collari a strozzo e con punte che non presentano “meccanismi di sicurezza integrati”. L’obiettivo del legislatore europeo è quello di allineare gli standard di benessere animale, contrastando pratiche che – sebbene ancora utilizzate in alcuni contesti di addestramento tradizionale – sono considerate obsolete o potenzialmente dannose da gran parte della comunità veterinaria e comportamentalista moderna.

La scelta di Bruxelles nasce dalla necessità di superare un approccio basato sulla coercizione fisica in favore di metodi educativi più rispettosi dell’etologia del cane. L’uso di collari a strozzo o con punte, infatti, può causare danni fisici seri, tra cui lesioni alla trachea, danni alla colonna vertebrale o stress psicologico cronico nell’animale.

Con questa regolamentazione, l’UE non solo tutela la salute fisica dei pet, ma mira anche a contrastare le pratiche commerciali crudeli e a elevare il livello di consapevolezza dei proprietari. La direttiva si inserisce in un percorso più ampio che include, tra gli altri punti, la lotta all’allevamento di razze con caratteristiche fisiche estreme (che compromettono la salute dell’animale) e l’obbligo di microchip e registrazione per tutti i cani e gatti residenti nell’Unione.

Per chi vive quotidianamente con un cane, il cambiamento è culturale prima ancora che normativo. Se in alcuni Stati membri le restrizioni erano già presenti, ora l’Europa sta creando un terreno comune.

La strada verso l’applicazione totale di queste norme prevede dei tempi tecnici (l’iter legislativo deve completarsi con l’adozione formale da parte del Consiglio prima della piena operatività). Tuttavia, il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: il cane non è più un oggetto da addestrare “a ogni costo”, ma un essere senziente di cui bisogna garantire il benessere fisico e mentale.

Per i proprietari, questo è il momento ideale per rivedere le proprie abitudini di gestione del cane. Se utilizzi ancora un collare coercitivo, chiediti se non sia arrivato il momento di fare un passo avanti, consultando un esperto per passare a strumenti più moderni e gentili. Il benessere del tuo animale inizia proprio dal modo in cui scegli di camminare insieme a lui.

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