Home Curiosità Leishmaniosi al Nord: l’avanzata dei pappataci spinta dal cambiamento climatico.

Leishmaniosi al Nord: l’avanzata dei pappataci spinta dal cambiamento climatico.

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Con l’arrivo dei primi caldi si riattivano i pappataci (o flebotomi), gli insetti responsabili della trasmissione della Leishmaniosi, una grave malattia che colpisce i cani. Oggi la prevenzione non segue più il calendario fisso dei mesi, ma va personalizzata insieme al veterinario in base al rischio reale. Contano lo stile di vita, la zona in cui si vive, gli orari delle passeggiate e gli eventuali viaggi.

La Leishmaniosi canina, causata dal parassita Leishmania infantum, è una malattia grave e potenzialmente fatale. A trasmetterla sono i pappataci (o flebotomi) con la loro puntura. Poiché non esiste una cura definitiva, la prevenzione non è un optional stagionale, ma uno scudo fondamentale. C’è però un punto da chiarire per evitare allarmismi: la Leishmaniosi è sì una zoonosi (può colpire l’uomo), ma non si attacca mai direttamente dal cane all’uomo; serve sempre la puntura del pappataco. Quando la malattia si sviluppa, può colpire diversi organi e causare danni gravissimi, come l’insufficienza renale. Per questo i veterinari ripetono due parole chiave: prevenzione costante e diagnosi precoce.

A differenza delle zanzare, i pappataci sono insetti subdoli perché il loro volo è completamente silenzioso: non li senti arrivare. Attivi dal tramonto all’alba, la loro stagione andava un tempo dalla primavera al tardo autunno. Oggi, però, il riscaldamento globale ha cambiato le regole: gli inverni meno rigidi permettono a questi vettori di sopravvivere e restare attivi molto più a lungo.
Per capire quando rischiamo, c’è una regola pratica: sotto i 10°C zanzare e pappataci si “sospendono”, ma appena il termometro supera questa soglia il pericolo si riattiva. Con primavere anticipate e autunni caldi, la finestra di rischio si allunga inevitabilmente.

Se un tempo la Leishmaniosi era un problema legato quasi solo al Centro-Sud e alle coste, oggi la mappa è completamente cambiata. Il rialzo delle temperature e i nuovi microclimi locali hanno spinto la malattia verso Nord, fino alla fascia prealpina e alle zone collinari. Ormai le vecchie distinzioni geografiche non valgono più: a fare la differenza sono i singoli microhabitat e basta una stagione particolarmente calda per far impennare il rischio.
Questo cambia le regole anche per i viaggi: basta un weekend fuori porta con il proprio cane per entrare in zone ad alta densità di pappataci o dove i vettori sono già in piena attività.

È qui che si inserisce il concetto di “salute circolare”: la salute di uomo, animali e ambiente è un tutt’uno. Con il cambiamento climatico, le malattie trasmesse da vettori non sono più un problema esclusivamente veterinario, né limitato all’estate. Proteggere il cane significa fare prevenzione per tutta la famiglia, poiché riduce la presenza dei pappataci in ambito domestico e abbassa il rischio per tutti.
La Leishmaniosi, infatti, è tutt’altro che rara: a livello globale le popolazioni esposte sono vastissime e in Italia la forma viscerale — la più grave — può colpire anche le persone più fragili. Alcuni dati clinici segnalano già un aumento di casi pediatrici di Leishmaniosi viscerale, un fenomeno legato direttamente all’aumento del numero di pappataci e al prolungamento dei loro mesi di attività.

Il punto di partenza è uno solo: il veterinario è il tuo miglior alleato. È lui che valuta lo stile di vita del cane, l’età, la salute, la zona in cui vivete e i viaggi in programma per costruire una strategia su misura.

Un buon piano di prevenzione di solito unisce più forze: i prodotti repellenti per tenere lontani i pappataci (da scegliere sempre con il medico in base al tipo di cane), la vaccinazione per una protezione profonda e alcune buone abitudini quotidiane. Ad esempio, quando i pappataci sono più attivi, conviene evitare le passeggiate a tarda sera, far dormire il cane in casa di notte e usare zanzariere a maglie fitte.

Il segreto è giocare d’anticipo: non aspettare che volino le prime zanzare. Parlane con il veterinario prima che arrivi il caldo e aggiorna la strategia se cambiano i tuoi piani (gite in campagna, più tempo all’aperto o nuove mete).

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