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L’Africa si arma contro i bracconieri,

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Seguire la traccia di un animale nella savana africana può condurre molto lontano. Una pista è una armonia interiore, una forma di verità ancestrale – leggi, evoluzione – e un racconto ruvido come le spine di una acacia del bush. Secco, e senza sentimentalismi. E’ questa la storia di Davide Bomben, esploratore e ranger che è impegnato in prima persona ad organizzare e dirigere squadre selezionate di ranger armati in alcune delle aree protette più importanti dell’Africa sub-sahariana. Bomben racconta i suoi trenta anni di vita nel bush, e la progressiva militarizzazione della natura africana contro il dilagare di un bracconaggio ben organizzato e capillare, nel “memoir” appena uscito per Longanesi, “Sulla pista degli elefanti ”. Un libro a tratti anche crudo, perché con 1028 rinoceronti abbattuti dai trafficanti di corno nel 2017 non rimane molto da discutere sulla opportunità di difendere con l’AK 47 ciò che un tempo chiamavamo “natura”. Bomben lo sa, ed è per questo che nel 2012 ha fondato la Poaching Prevention Academy, la prima accademia itinerante per l’addestramento di unità anti-bracconaggio.

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