Home Ambiente Vallelaghi (TN). Paura e sangue freddo: faccia a faccia tra due escursionisti e un’orsa con tre cuccioli.

Vallelaghi (TN). Paura e sangue freddo: faccia a faccia tra due escursionisti e un’orsa con tre cuccioli.

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La quiete dei boschi del Trentino è stata teatro di un nuovo, emozionante quanto adrenalinico incontro ravvicinato tra l’uomo e i grandi carnivori che popolano l’arco alpino. Nei pressi della frazione di Ranzo, nel comune di Vallelaghi, due escursionisti stavano percorrendo un sentiero immerso nella vegetazione quando, all’improvviso, si sono trovati a pochissimi metri di distanza da un’orsa accompagnata dai suoi tre cuccioli. La reazione degli animali e il sangue freddo dei due frequentatori della montagna hanno evitato che la situazione potesse degenerare, trasformando un potenziale pericolo in un momento di pura e tesissima connessione con la natura selvaggia.

L’episodio si è svolto in una manciata di secondi, un lasso di tempo che ai protagonisti sarà sembrato un’eternità. Camminando lungo il tracciato, la coppia di escursionisti ha svoltato una curva trovandosi di fatto faccia a faccia con la famigliola di plantigradi. La presenza di cuccioli dell’anno rende sempre le femmine di orso particolarmente guardinghe e protettive, poiché l’istinto materno le spinge a percepire qualsiasi intruso ravvicinato come una minaccia diretta per la prole. In questi casi, il rischio di un falso attacco o di una carica di alleggerimento è molto elevato, ed è proprio qui che il comportamento umano gioca un ruolo fondamentale per l’esito dell’incontro.

Fortunatamente, i due escursionisti non hanno ceduto al panico. Invece di urlare, compiere gesti bruschi o tentare una fuga precipitosa, che avrebbe potuto attivare l’istinto predatorio dell’animale o spaventarlo ulteriormente, hanno applicato le regole base di comportamento consigliate dagli esperti e dai forestali. Rimanendo fermi, parlando con tono di voce basso e pacato per farsi riconoscere come esseri umani e non come competitori, e indietreggiando lentamente senza mai voltare completamente le spalle all’animale, hanno dato all’orsa il tempo di valutare la situazione. L’esemplare adulto, dopo un iniziale momento di ovvia tensione in cui ha studiato i movimenti degli intrusi, ha scelto la via della prudenza, richiamando a sé i tre piccoli e dileguandosi rapidamente nel fitto del bosco.

Questo nuovo avvistamento nei pressi dell’abitato di Ranzo riaccende inevitabilmente il dibattito sulla convivenza tra la popolazione locale, i turisti e la fauna selvatica in Trentino. La presenza di un’orsa con ben tre cuccioli testimonia la vitalità della specie sul territorio, ma impone anche una riflessione continua sulla necessità di informare capillarmente chi frequenta i sentieri montani. Gli esperti del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento ribadiscono costantemente che l’altopiano della Paganella e le valli circostanti sono zone storicamente frequentate dai plantigradi e che l’uso del buonsenso, unito alla conoscenza delle norme di sicurezza, è lo strumento più efficace per prevenire incidenti.

Incontri come questo dimostrano che la coesistenza è possibile, ma richiede attenzione e rispetto per gli spazi della fauna. Muoversi facendo del rumore per non sorprendere gli animali, tenere i cani al guinzaglio e sapere come reagire in caso di contatto visivo ravvicinato sono i pilastri per continuare a vivere la montagna in sicurezza. Per i due escursionisti di Ranzo, l’avventura si è conclusa con un grande spavento, ma anche con il privilegio raro di aver osservato da vicino lo spettacolo della natura nel suo stato più autentico, lasciando dietro di sé una lezione preziosa per tutti gli amanti del trekking.

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