Home Curiosità Pet Therapy in corsia: il valore degli animali nella cura.

Pet Therapy in corsia: il valore degli animali nella cura.

4 minuto/i di lettura

Il legame tra la salute, il benessere e la presenza di animali da affezione nelle strutture sanitarie e sociosanitarie è un tema in rapida crescita in Italia. Negli ultimi anni, l’interesse verso questo ambito ha portato allo sviluppo di nuove pratiche e normative. Questo cambiamento non è guidato solo da un bisogno affettivo dei pazienti, ma è supportato da evidenze scientifiche che dimostrano i benefici degli animali sia sul piano psicologico che su quello fisico.

Questa apertura riflette il riconoscimento che la salute non è definita solo dall’assenza di malattia, ma abbraccia il benessere fisico, mentale e sociale della persona. Il contatto con l’animale domestico rappresenta una fondamentale fonte di conforto emotivo e continuità affettiva, elementi particolarmente vitali per i pazienti ricoverati. Tali benefici sono ancora più marcati per anziani, bambini o coloro che affrontano lunghe degenze.

Consentire la visita dell’animale riduce il senso di solitudine, agevola il recupero emotivo e rende l’esperienza del ricovero meno difficile e alienante. La presenza dell’animale stimola spesso la socialità, rafforza la motivazione alla cura e mantiene vivo il legame con la vita quotidiana, integrandosi come parte essenziale del percorso di benessere generale.

Nonostante la riconosciuta importanza della relazione uomo-animale per il benessere psicofisico dei pazienti, l’Italia non dispone ancora di una normativa nazionale organica che regoli in modo uniforme l’accesso degli animali da compagnia alle strutture sanitarie e sociosanitarie.

Attualmente, il riferimento principale resta la normativa regionale, che interviene a colmare il vuoto legislativo con regolamenti e delibere specifiche. Questa frammentazione comporta una forte disomogeneità territoriale, con significative differenze tra le Regioni in termini di: Requisiti igienico-sanitari; Procedure autorizzative; Tipologie di animali ammessi.

Sono le Regioni a esercitare un ruolo pionieristico, sperimentando modelli operativi ad esempio in Lombardia (Reg. Reg. 2/2017) l’accesso è consentito nei limiti e alle condizioni stabilite dalla struttura, sulla base della valutazione dei rischi, delle caratteristiche dei locali e dello stato di salute dei pazienti; la Toscana (Del. 319/2025) prevede l’ingresso di cani, gatti e altri animali da affezione (in ospedali, cliniche e RSA), purché iscritti all’anagrafe e nel rispetto di requisiti definiti (certificato veterinario, condizioni igienico-sanitarie, polizza assicurativa); nel Lazio (Decr. U00486/2018) sono state emanate Linee di indirizzo che rinviano ai Regolamenti interni delle singole strutture la definizione delle procedure di accesso.

Altre Regioni, come Emilia-Romagna, Piemonte, Calabria e Veneto, hanno adottato delibere simili, introducendo modalità di accesso regolamentate, requisiti igienico-sanitari e aree dedicate, a volte includendo l’ingresso per attività di Pet Therapy certificate.

Carica altri articoli correlati
Carica più articoli in Curiosità
Non puoi inserire commenti

Vedi anche

Cosa tenere in casa per mettere in salvo i tuoi animali in caso di incendio.

Il pericolo ha il volto del fumo, capace di scivolare silenzioso tra le stanze molto prima…