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Lupi. Stop alla mattanza: Governo assente; le Associazioni chiedono in tervento dei Carabibieri.

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LUPI: STOP ALLA MATTANZA, GOVERNO ASSENTE; LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO INTERVENTO DEI CARABINIERI FORESTALI

Lupi, Associazioni: “Governo immobile davanti a migliaia di lupi uccisi negli ultimi 10 anni e  ancora oggi davanti alla strage di 18 lupi e altri animali selvatici nel Parco d’ Abruzzo. Rischio violazione dell’interesse pubblico. Pichetto Fratin ha il mandato istituzionale per intervenire”. Circa 400 lupi uccisi all’ anno in Italia anche grazie all’ immobilismo delle istituzioni nazionali e regionali.  Illegittima ogni ipotesi di uccisione autorizzata

Le  Associazioni –  Alleanza Antispecista, Animal Aid Italia, Attivisti Gruppo Randagio, Federazione Pro Natura, Green Impact e Gaia Animali e Ambiente –  hanno inviato una LETTERA al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, denunciando che l’attuale gestione del lupo (Canis lupus) in Italia espone il Governo a un rischio concreto di violazione dell’interesse pubblico;  chiediamo l’ intervento del CUFAA (Carabinieri Forestali) e la costituzione di speciali servizi operativi CUFAA antibracconaggio su tutto il territorio nazionale”. 

Secondo le Associazioni, l’inazione  o azione contraria alla tutela del patrimonio naturale dello Stato contrasta con gli obblighi costituzionali ed europei – in questo caso rientrerebbero perfettamente le migliaia di lupi  uccisi in Italia  negli ultimi 10 anni — tra bracconaggio, avvelenamenti e altre pressioni.  La recente uccisione di diciotto lupi avvelenati in pochi giorni in Abruzzo rappresenta “solo l’ultimo episodio di una violenza diffusa e tollerata, alimentata  da un clima di odio anti-scientifico verso questa specie” – dichiarano le Associazioni. Immobilismo, ignoranza, e barbarie dominano rispetto a scienza, legge e tutela. 

Le Associazioni richiamano inoltre la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente in recepimento il mese p.v.  la quale prevede che  anche atti o omissioni delle autorità pubbliche possono costituire un  reato ambientale quando associate ad uccisione illegale di specie protette,  deterioramento significativo dei loro habitat o la mancata adozione di misure necessarie per prevenire danni gravi alla biodiversità. 

Le Associazioni chiedono al Ministro delle azioni istituzionali concrete: 

  1. Piano urgente di tutela  – non di uccisione – del lupo.
  • contrasto efficace a bracconaggio e avvelenamenti e altre cause di mortalità; innalzamento delle pene.
  • stop a qualsiasi ipotesi di abbattimento, oggi incompatibile con lo stato  della specie  in Italia e con gli obblighi europei. Non ci sono fondamenti scientifici per sostenere che il lupo in Italia sia uno stato di conservazione favorevole e il monitoraggio italiano presenta falle da tutte le parti. 
  1. Stop alla propaganda antiscientifica.
  • contrastare il clima di odio e disinformazione sul lupo, anche in sedi istituzionali con l’ ausilio della scienza indipendente;
  • garantire che le politiche pubbliche applichino  il principio di precauzione e tutela– pilastro giuridico del Trattato dell’ Unione Europea.
  1. Revisione della gestione del pascolo brado e semi-brado.
  • affrontare  gli impatti, i danni ambientali e le irregolarità diffuse di questo comparto zootecnico che può seriamene impattare  sulla fauna selvatica- tutelata dallo Stato;
  • vietare queste attività nelle aree Natura 2000, nei parchi e nei corridoi ecologici;
  • rendere obbligatori – e non piu’ volontari – i sistemi di prevenzione da predazioni, già finanziati con fondi europei a disposizione delle Regioni italiane; rafforzare i sistemi di controllo sugli operatori del comparto. 
  1. Un portale pubblico sulle attività dei Tavoli istituzionali su fauna selvatica
  • creare un portale pubblico unico con composizione dei tavoli, verbali, documenti tecnici, dati e ricerche;
  • garantire la partecipazione reale di società civile rappresentativa di comunità locali e mondo scientifico. 
  • escludere, per ovvio conflitto di interessi, il settore venatorio dall’ accesso a dati sensibili legati ad azione di monitoraggio del lupo e altre specie selvatiche, al fine di garantire l’ integrità delle attività sul bene pubblico ‘fauna selvatica’
  1. Bilancio pubblico per la tutela della fauna.
  • utilizzare i fondi PAC per infrastrutture ecologiche, prevenzione, messa in sicurezza delle linee elettriche e azioni per tutela degli habitat e della biodiversità
  • colmare le gravi lacune di monitoraggio e valutazione evidenziate dalla Corte dei Conti Europea e dalla Commissione Europea.

La scienza indipendente è unanime.

  • la persecuzione umana è la principale causa di mortalità del lupo;
  • il monitoraggio è scarso e con sistemi inefficienti
  • Le popolazioni europee del lupo non hanno raggiunto uno stato di conservazione favorevole secondo i dati  solidi a disposizione.

Richiesta di incontro urgente. Le Associazioni chiedono un incontro immediato con il Ministro per discutere le criticità esposte e contribuire alla definizione di un piano d’azione coerente con gli obblighi nazionali ed europei e con la tutela della biodiversità italiana, per legge patrimonio collettivo e bene superiore. 

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