Attualità Cronaca Cicogne europee a rischio: il “junk food” delle discariche minaccia il loro DNA. Di PetNews24 Scritto: 9 Luglio 2026 4 minuto/i di lettura Un recente studio internazionale ha acceso i riflettori su un fenomeno preoccupante che sta cambiando radicalmente la biologia e le abitudini di uno dei volatili più iconici del nostro continente: la cicogna bianca. Secondo i dati presentati alla conferenza della Society for Experimental Biology, le cicogne europee stanno sviluppando una vera e propria dipendenza dal “junk food” presente nelle grandi discariche a cielo aperto. Questa transizione da una dieta naturale a base di piccoli roditori, rane e insetti verso i nostri scarti industriali e domestici sta avendo conseguenze profonde sia a livello fisico che genetico, minacciando il futuro della specie. A prima vista, i siti di raccolta dei rifiuti si presentano come un’immensa tavola imbandita, un buffet a sforzo zero. Le cicogne usano le discariche soprattutto nel picco della stagione riproduttiva, quando la richiesta di cibo da parte dei pulcini è massima. Nutrirsi di scarti di carne e avanzi umani permette ai genitori di risparmiare una quantità enorme di energie che altrimenti verrebbero impiegate nella caccia tra campi e paludi. Il risultato immediato è evidente: gli uccelli che frequentano le discariche registrano una massa corporea maggiore e riserve energetiche superiori. Tuttavia, questo benessere è puramente superficiale. Insieme ai grassi e ai carboidrati del nostro cibo spazzatura, le cicogne ingeriscono tonnellate di microplastiche, fili di ferro, frammenti di vetro e metalli pesanti. Il dato allarmante: I ricercatori hanno riscontrato evidenti danni al sistema genetico e alterazioni del DNA in pulcini di appena una settimana di vita, nutriti dai genitori con i rifiuti raccolti nelle aree urbane. L’abbondanza di cibo artificiale disponibile tutto l’anno, combinata con inverni europei sempre più miti a causa del cambiamento climatico, sta portando a un altro drastico mutamento: la fine della migrazione. Tradizionalmente, le cicogne bianche affrontavano ogni autunno un lungo e rischioso viaggio dall’Europa verso i pascoli dell’Africa subsahariana, per poi fare ritorno in primavera. Oggi, intere popolazioni della penisola iberica e dell’Europa centrale scelgono di non partire più. Perché affrontare i pericoli di una migrazione transcontinentale quando si può svernare comodamente a ridosso delle aree metropolitane europee, dove il cibo non manca mai? Questo comportamento sedentario sta modificando gli ecosistemi locali e rende questi animali totalmente dipendenti dalla presenza e dalla gestione delle nostre strutture di smaltimento. Per la cicogna bianca, simbolo storico di nascita e di una natura incontaminata, la transizione verso una dieta da “fast food” rappresenta un campanello d’allarme biologico. L’apparente abbondanza di oggi potrebbe trasformarsi in una trappola evolutiva nei prossimi anni, specialmente con le nuove normative europee che prevedono la progressiva chiusura e copertura delle discariche a cielo aperto, lasciando improvvisamente milioni di volatili senza la loro principale (e tossica) fonte di sostentamento.