Curiosità Salute e benessere Emergenza rabbia in Veneto: scattano le misure di prevenzione e l’obbligo di vaccinazione. Di PetNews24 Scritto: 15 Giugno 2026 7 minuto/i di lettura Il recente riscontro di casi di rabbia silvestre in alcune aree montane e collinari del Veneto ha riacceso i riflettori su una delle zoonosi più temute al mondo. Le autorità sanitarie regionali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) hanno attivato un piano d’emergenza straordinario per contenere il virus, reintroducendo la vaccinazione obbligatoria per i cani e monitorando la fauna selvatica. La notizia ha scosso il mondo della sanità animale e i proprietari di animali domestici: la rabbia è tornata a fare paura in Veneto. Dopo anni in cui il territorio regionale era stato dichiarato ufficialmente indenne da questa gravissima malattia virale, il ritrovamento di alcune carcasse di volpe positive al virus ha spinto la Regione a proclamare lo stato di massima allerta. La rabbia è una malattia infettiva acuta che colpisce il sistema nervoso centrale di tutti i mammiferi, uomo compreso. Se non si interviene prima della comparsa dei sintomi, l’esito è purtroppo letale nel 100% dei casi. Per questo motivo, la tempestività delle misure di contenimento è l’unica vera arma a disposizione delle istituzioni. I primi segnali d’allarme sono arrivati dalle zone boschive delle province di Belluno, Vicenza e Treviso, aree storicamente esposte al passaggio della fauna selvatica proveniente dai confini orientali. Le volpi (Vulpes vulpes) rappresentano il principale serbatoio naturale del virus in Europa e fungono da vettore di trasmissione verso gli animali domestici e, potenzialmente, verso l’essere umano attraverso morsi, graffi o contatto di saliva infetta con mucose o ferite. L’Unità di Crisi Regionale, in stretta collaborazione con i veterinari delle Ulss e i tecnici dell’IZSVe, ha immediatamente circoscritto le zone colpite, attivando un protocollo d’azione rigoroso che prevede: Monitoraggio epidemiologico: Raccolta e analisi sistematica di tutte le carcasse di animali selvatici trovati morti o che mostrano comportamenti anomali. Esche vaccinali per la fauna: Campagne di vaccinazione orale delle volpi tramite la distribuzione aerea (con elicotteri) e manuale di esche contenenti il vaccino nei boschi. Restrizioni alla movimentazione: Divieto di introdurre o allontanare cani non vaccinati dalle zone dichiarate a rischio La misura più impattante per la cittadinanza riguarda la protezione degli animali d’affezione. Per fare da scudo tra la fauna selvatica infetta e l’uomo, la Regione Veneto ha reintrodotto l’obbligo di vaccinazione antirabbica per tutti i cani residenti o temporaneamente presenti nelle aree montane e pedemontane delle province interessate dall’ordinanza. La vaccinazione, che deve essere eseguita da un medico veterinario abilitato e registrata nell’anagrafe canina, diventa un requisito indispensabile anche per chiunque decida di frequentare queste zone per escursioni, caccia o turismo. Il consiglio dei veterinari: Per i gatti e i furetti che vivono in contesti rurali o che hanno la possibilità di uscire all’aperto nelle zone a rischio, la vaccinazione non è sempre obbligatoria per legge, ma rimane fortemente raccomandata dagli esperti come misura prudenziale. In una situazione di emergenza sanitaria, la collaborazione dei cittadini e degli amanti della natura è fondamentale. Le autorità hanno diffuso un vademecum con le regole comportamentali da seguire rigorosamente: evitare il contatto con animali selvatici: Una volpe o un tasso che si lascia avvicinare senza paura non è un animale “addomesticato”, ma mostra uno dei sintomi classici della rabbia, che cancella il naturale timore dell’uomo e aumenta l’aggressività. Cani al guinzaglio: Durante le passeggiate nei boschi e lungo i sentieri, i cani devono essere tenuti tassativamente al guinzaglio per evitare che entrino in contatto o ingaggino scontri con animali selvatici infetti e segnalare tempestivamente: Qualsiasi ritrovamento di carcasse di mammiferi o l’avvistamento di animali con evidenti difficoltà di coordinazione o comportamenti aggressivi deve essere immediatamente segnalato ai Servizi Veterinari dell’Ulss competente o al Corpo Forestale. L’emergenza rabbia in Veneto richiede attenzione e responsabilità, ma non panico. Gli strumenti scientifici e l’efficienza della rete di sorveglianza veterinaria italiana sono già all’opera per eradicare nuovamente il virus, ricordandoci ancora una volta quanto la salute degli animali e quella dell’uomo siano indissolubilmente legate. .