Home Cronaca Tokyo. Paura in città: orso semina il panico. Catturato dopo una maxi caccia con i droni.

Tokyo. Paura in città: orso semina il panico. Catturato dopo una maxi caccia con i droni.

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Per settantadue ore, una delle metropoli più tecnologiche e densamente popolate del mondo si è scoperta improvvisamente vulnerabile di fronte alla forza della natura selvaggia. Un esemplare di orso nero asiatico è riuscito a penetrare nel tessuto urbano della periferia nord-occidentale di Tokyo, scatenando il panico tra i residenti e costringendo le autorità a schierare una vera e propria task force tecnologica per neutralizzarlo.

L’inseguimento si è concluso solo all’alba di oggi, grazie a una maxi caccia all’uomo – o meglio, all’animale – che ha visto l’impiego massiccio di droni termici, visori notturni e oltre un centinaio di agenti della polizia metropolitana affiancati da cacciatori locali.

L’allarme è scattato lunedì mattina, quando le telecamere di videosorveglianza di un quartiere residenziale a ridosso della cintura verde della capitale hanno ripreso il plantigrado mentre frugava tra i cassonetti dell’immondizia. Da quel momento, per tre giorni, la routine della zona si è interrotta:

Scuole blindate: Gli istituti scolastici dell’area hanno sospeso le attività all’aperto, obbligando i genitori ad accompagnare e riprendere i figli in auto, appelli alla cittadinanza: Gli altoparlanti comunali hanno diffuso continui avvisi, invitando la popolazione a non uscire di casa se non strettamente necessario e a sigillare i rifiuti.

Avvistamenti flash: L’animale, un maschio adulto di circa 90 chili, si è spostato rapidamente sfruttando i canali di scolo, i piccoli parchi cittadini e i giardini privati, rendendo difficile la sua localizzazione visiva.

“È stato surreale”, racconta un residente del quartiere. “Siamo abituati ai corvi o ai cinghiali in periferia, ma vedere l’impronta di un orso nel giardino di casa ti fa capire che i confini tra città e natura si stanno azzerando.”

Il fitto reticolo urbano di Tokyo e la presenza di fitti canneti lungo i corsi d’acqua hanno reso i metodi di tracciamento tradizionali del tutto inefficienti. La svolta è arrivata nella notte tra martedì e mercoledì, quando la polizia ha deciso di far alzare in volo una flotta di droni di ultima generazione.

I droni, equipaggiati con telecamere termiche ad alta risoluzione, hanno setacciato l’area dall’alto, mappando le anomalie di calore. Verso le 3:00 del mattino, un drone ha individuato una forte traccia termica all’interno di un parco pubblico temporaneamente chiuso al pubblico. L’animale si era rifugiato su un grande albero per riposare.

Invece di procedere con l’abbattimento, le autorità hanno optato per una cattura incruenta. Un team di specialisti, protetto dagli agenti della polizia, si è avvicinato all’albero e ha colpito l’orso con un dardo sedativo. Dopo circa venti minuti, l’anestetico ha fatto effetto: il plantigrado è scivolato a terra in sicurezza (grazie a reti tese dai soccorritori) ed è stato gabbato e caricato su un furgone della guardia forestale, tra i sospiri di sollievo della comunità. L’animale verrà ora visitato e, se in salute, rilasciato in un’area montana protetta, lontano dai centri abitati.

Quello che sembra un evento isolato è in realtà il sintomo di un problema strutturale che il Giappone sta affrontando negli ultimi anni. Gli attacchi e gli avvistamenti di orsi (sia neri asiatici che bruni nella regione di Hokkaido) sono in forte aumento. Il successo della maxi operazione di Tokyo dimostra come la tecnologia possa supportare la gestione delle emergenze faunistiche, ma l’evento lascia aperto un dibattito fondamentale su come la più grande metropoli del mondo dovrà convivere, in futuro, con una natura sempre più vicina e audace.

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