Cronaca SOS Animali Sondrio. Crescono i danni da lupi: quattro attacchi registrati a giugno. Di PetNews24 Scritto: 16 Luglio 2026 5 minuto/i di lettura Il mese di giugno ha riacceso con forza il dibattito sulla convivenza tra grandi carnivori e attività umane in provincia di Sondrio. Nel giro di trenta giorni, il territorio di Valtellina e Valchiavenna ha registrato quattro diversi attacchi da parte di lupi ai danni di allevamenti locali. Un bilancio che preoccupa fortemente il mondo agricolo e che spinge le associazioni di categoria a chiedere interventi rapidi per la difesa del lavoro in quota. Con l’inizio della stagione dell’alpeggio, il trasferimento del bestiame nei pascoli alti ha esposto greggi e mandrie a un rischio maggiore. La vulnerabilità delle bestie, unita a una presenza ormai stabile del predatore sul territorio alpino, ha tradotto i timori degli allevatori in una serie di episodi ravvicinati che riaccendono i riflettori sui limiti delle attuali misure di protezione. I quattro episodi, registrati in diverse aree della provincia, mostrano come il fenomeno non sia più circoscritto a una singola valle, ma interessi ormai in modo omogeneo l’intero territorio montano sondriese. Nelle prime settimane del mese, gli attacchi hanno colpito alcune greggi di pecore e capre lasciate al pascolo. In almeno due casi, i predatori sono riusciti a superare le recinzioni elettrificate installate dagli allevatori, confermando come la straordinaria agilità e l’adattabilità del lupo rendano talvolta inefficaci le barriere tradizionali. Gli ultimi due blitz, avvenuti a ridosso della fine del mese a quote più elevate, hanno provocato non solo la perdita diretta di diversi capi, ma anche il dispersione degli animali spaventati, molti dei quali sono precipitati nei canaloni impervi della zona. Per chi vive di pastorizia e agricoltura di montagna, la perdita anche solo di pochi capi rappresenta un danno economico e affettivo pesantissimo. Oltre al valore economico del bestiame ucciso, gli allevatori denunciano le “conseguenze invisibili” delle predazioni. Stress da attacco: Gli animali sopravvissuti subiscono forti traumi, che si traducono in un drastico calo della produzione di latte e in frequenti aborti nelle femmine gravide; Costi di gestione insostenibili: Recinzioni elettrificate più alte, l’acquisto e il mantenimento di cani da guardania (come i pastori maremmani) e la necessità di una sorveglianza continua richiedono investimenti economici e un carico di lavoro che molte piccole aziende a conduzione familiare non possono più permettersi. La Regione Lombardia e gli enti locali si trovano a dover gestire un equilibrio sempre più precario tra la tutela di una specie rigorosamente protetta dalle normative europee e la salvaguardia dell’economia montana. Attualmente, lo strumento principale a disposizione degli allevatori è il sistema dei risarcimenti per le perdite subite, affiancato da bandi per l’acquisto di recinzioni anti-lupo e sistemi di prevenzione. Tuttavia, da parte del mondo agricolo la risposta viene giudicata burocraticamente lenta e insufficiente: “Non vogliamo indennizzi per animali morti, vogliamo essere messi in condizione di lavorare in sicurezza”, è il commento unanime che sale dalle valli. Mentre il dibattito politico nazionale sulla riforma della gestione della fauna selvatica prosegue, le montagne di Sondrio si preparano ad affrontare i mesi centrali dell’estate con il timore che i quattro attacchi di giugno siano solo l’inizio di una stagione eccezionalmente difficile.