Home Animali marini Livorno. Squalo Mako a un miglio dalla costa: spavento per due pescatori a drifting.

Livorno. Squalo Mako a un miglio dalla costa: spavento per due pescatori a drifting.

5 minuto/i di lettura

Una normale uscita di pesca sportiva si è trasformata in un’avventura da brivido, degna di una sceneggiatura cinematografica, per due pescatori toscani al largo della costa di Livorno. Simone Beoni e Fabio Sagnibene si trovavano a circa un miglio dalla riva, nella rinomata zona di Calafuria, impegnati in una battuta di pesca al tonno a drifting, quando si sono ritrovati faccia a faccia con uno dei predatori più affascinanti e veloci dei mari: uno squalo Mako (Isurus oxyrinchus) di circa due metri di lunghezza e dal peso stimato tra i 50 e i 60 chili.

L’incontro ravvicinato è avvenuto su un fondale di circa 56 metri, un’area abitualmente frequentata da appassionati di pesca sportiva, ma raramente teatro di passaggi così ravvicinati di grandi pelagici sottocosta.

I due pescatori avevano appena iniziato la pasturazione — la tecnica che consiste nel gettare in mare pezzi di pesce per attirare le prede — quando hanno notato un movimento insolito a fior d’acqua. Una vistosa pinna nera ha cominciato a girare con insistenza attorno alle boe della barca. Il tempo di scambiarsi uno sguardo di stupore e la canna da pesca si è piegata bruscamente, investita da una forza straordinaria.

Lo squalo Mako aveva abboccato all’amo destinato ai tonni. A quel punto è iniziato un intenso e concitato “tira e molla”. Il Mako è celebre per essere lo squalo più veloce del mondo, capace di raggiungere scatti superiori ai 70 km/h e di esibirsi in spettacolari salti fuori dall’acqua quando si sente minacciato o intrappolato. E l’esemplare di Calafuria non ha fatto eccezione.

“La paura c’è stata, non lo nego. Sembrava di trovarsi dentro un film”, ha raccontato successivamente Simone Beoni alle testate locali. “Lo squalo ha iniziato a dimenarsi come un matto e a saltare fuori dall’acqua. A un certo punto si è avvicinato alla barca nuotando con tutta la testa fuori e la bocca aperta nel tentativo di liberarsi, colpendo più volte lo scafo”.

L’impressione per i due pescatori è stata enorme. Nonostante la tensione e l’adrenalina del momento, la priorità è diventata immediatamente la sicurezza dell’animale. Dopo aver scattato alcune foto e registrato un breve video per documentare lo straordinario evento, i pescatori hanno mantenuto il sangue freddo: si sono avvicinati con cautela, hanno tagliato la lenza e hanno rilasciato il predatore, che è sparito rapidamente nel blu del Tirreno, apparentemente senza conseguenze.

L’episodio ha comprensibilmente riacceso l’attenzione mediatica e la curiosità sui social network, sollevando anche qualche inevitabile interrogativo sulla sicurezza delle acque livornesi, specialmente con l’inizio della stagione balneare. Gli biologi marini ed esperti del settore invitano però alla calma assoluta: non c’è nessun allarme per i bagnanti.

Il Mako è una specie migratoria pelagica (vive in mare aperto) che segue le rotte dei grandi pesci azzurri come tonni e alalunghe, di cui si nutre.

Carica altri articoli correlati
Carica più articoli in Animali marini
Non puoi inserire commenti

Vedi anche

Il boom delle tartarughe marine: le coste italiane diventano la nuova “nurserie” del Mediterraneo.

Il mese di giugno segna l’inizio del culmine della stagione riproduttiva per la tart…